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Buongiorno, :-)
Nell'articolo di questa settimana voglio parlarti di COMUNICAZIONE EFFICACE e nello specifico di tutta quella serie di errori che spesso si compiono quando comunichiamo, soprattutto con il nostro partner.
La COMUNICAZIONE EFFICACE è un tema molto importante nel mondo in cui stiamo vivendo soprattutto a causa della complessità che ogni giorno dobbiamo saper gestire, complessità di situazioni, complessità di linguaggi, complessità di rapporti (spesso e volentieri più lavorativi che affettivi), il tutto poi condito con ansie ed emozioni che dobbiamo saper gestire e incastrare all'interno del caotico disegno che spesso viene fuori dalle nostre giornate.
Tutte queste complessità ci inducono facilmente a perdere tutta quella serie di riguardi e sensibilità verso chi amiamo e soprattutto verso quelle persone con cui condividiamo quotidianamente la nostra vita.
Un po' come se la nostra sensibilità fosse una risorsa limitata, come se ne avessimo una certa quantità predefinita, e col passare delle ore, se dobbiamo utilizzarla fin dal mattino per la gestione dei rapporti con colleghi e datori di lavoro e per la gestione dei rapporti con i capi e responsabili, poi non ce ne rimanesse più per la gestione dei rapporti con partner, figli e/o per i nostri genitori.
Insomma, se la usiamo tutta finisce prima di poter dire <<buonanotte e sogni d'oro>>, magari accompagnato da un dolce abbraccio verso chi amiamo; così le giornate terminano solo con un secco <<ciao vado a dormire>>, perché proprio non ci è rimasto più alcun briciolo di riguardo e dolcezza verso nessuno.
Ebbene,  posso tranquillizzarti, 🙂 sappi che la delicatezza non è una risorsa "finita", non ne abbiamo una quantità limitata che possa esaurirsi prima di mezzanotte, ma dipende esclusivamente dal tuo posizionamento interiore e la gestione di questo posizionamento interiore ha più a che fare con il modo in cui ti prendi cura di TE STESSO piuttosto che di quanto ti prendi cura degli altri.
 
In effetti tutti i temi all'interno del grande mondo del MIGLIORAMENTO PERSONALE, che riguardano le tecniche e le consapevolezze nella COMUNICAZIONE EFFICACE, riguardano spesso e volentieri anche la GESTIONE DELLO STATO D'ANIMO, LA GESTIONE DELLE EMOZIONI: COMUNICAZIONE EFFICACE E GESTIONE DELLE EMOZIONI sono due ambiti molto legati e connessi fra loro.
 
SAPER COMUNICARE EFFICACEMENTE CON GLI ALTRI PRESUPPONE SEMPRE CHE TU SAPPIA COMUNICARE BENE CON TE STESSO.
 
Facci caso e riporta ora alla tua mente le persone che conosci bene e soprattutto quelle che sai non avere alcuna capacità di comunicare con efficacia, pensa a quante volte si mettono in condizioni di fraintendimento o peggio, mettono spesso le basi per lunghe ed estenuanti discussioni che poi, in realtà, non portano a nulla...conosci persone così vero?
Adesso ripensa a quelle stesse persone e al loro stile di vita, che stile di vita vivono?
Sono persone che si sanno prendere cura di se stesse? oppure "sguazzano" tra uno stravizio e l'altro?
Si circondano di agi e lussi oppure vivono caoticamente, spesso mettendosi i bastoni tra le ruote da soli magari a causa della procrastinazione ad agire con determinazione?
Sono persone sportive o si abbandonano a lunghi periodi decadimento fisico e intellettivo?
Ebbene sono propenso a credere che hai chiaro nella tua cerchia di conoscenze a quali persone mi riferisco.
 
LA MENTE UMANA NON È FATTA DI COMPARTIMENTI STAGNI, MA TUTTE LE IDEE, I PENSIERI E LE MODALITÀ ESPRESSIVE CIRCOLANO E SI INFLUENZANO TRA LORO IN MODO TALE DA CREARE SEMPRE UNA COERENZA DI FONDO CHE UNISCA TUTTI GLI ASPETTI CARATTERIALI E COMPORTAMENTALI DELL'INDIVIDUO.
 
Se verso te stessa/o non hai riguardi, se ti "capita" di inciampare spesso in quella pessima abitudine di autorizzarti ogni sorta di maleducazione interiore, se accetti ben volentieri di vivere inestetismi e disagi interiori accettandoli con un <<chemenefrega, tanto li tengo dentro di me>>, allora troverai sempre molto difficile mantenere alta la tua consapevolezza e sensibilità verso gli stati d'animo altrui; e bada bene che non è una questione di essere o meno persone ben educate, qui l'educazione ricevuta in famiglia da piccoli c'entra ben poco, possiamo dimenticarci del valore di una carezza e di un abbraccio con una assoluta educazione esteriore...qui ti sto parlando di saper coltivare un posizionamento interiore, non di saper accompagnare ogni richiesta con il classico "per favore...grazie...prego", quella è solo educazione "formale".
Il problema è che più si alza l'asticella dell'intensità degli stress che ci permettiamo di vivere durante le nostre giornate, più tendiamo, quando comunichiamo con qualcuno, a dare per scontati tutta una serie di aspetti che possono rendere davvero difficile per l'altra persona capire quello che stiamo provando. Se poi aggiungi che anche l'altra persona potrebbe pensare di aver "terminato" la sua risorsa di sensibilità, capisci bene come possa bastare un nulla per mandarsi a quel paese a vicenda senza alcun motivo, unicamente mettendosi a discutere sui modi e sui toni con cui ci si comunica.
 
Quante volte ti sarà capitato di instaurare discussioni di ore solamente perché tu o il tuo partner vi concentravate sul tono glaciale (o più spesso menefreghista), utilizzato dall'altro o per la freddezza apparente di determinate risposte dette di getto (di "pancia" come direbbero alcuni), con centratura egoistica? 
<<Fa' un po' come ti pare, io ti ho detto come la penso!>>...per come la leggi e rileggi, non suona proprio come una dichiarazione di amore...ma comprendo anche che quando non sei più ben posizionato verso la sensibilità e la dedica al tuo partner, ti aspetti che lui comprenda "al volo" che quello non è proprio il momento di mettersi a discutere di "quella faccenda" e che sarebbe bene rimandare a momenti più tranquilli.

LA MENTE UMANA NON È FATTA DI COMPARTIMENTI STAGNI, MA TUTTE LE IDEE, I PENSIERI E LE MODALITÀ ESPRESSIVE CIRCOLANO E SI INFLUENZANO TRA LORO IN MODO TALE DA CREARE SEMPRE UNA COERENZA DI FONDO CHE UNISCA TUTTI GLI ASPETTI CARATTERIALI E COMPORTAMENTALI DELL'INDIVIDUO.

sintonia senza parlareGià, ma nel vostro rapporto, avete effettivamente posizionato quei "momenti più tranquilli" durante la settimana? 😉
Li avete preventivati, stabiliti?
 
SPESSO QUANDO FINISCE LA SENSIBILITÀ AL PROSSIMO È PERCHÉ VORREMMO CHE QUELLA PERSONA POTESSE LEGGERCI NELLA MENTE ED EVITARCI TUTTI QUEGLI STUPIDI ED INUTILI FORMALISMI ESPRESSIVI CUI LA SOCIETÀ CI HA ABITUATO.
VORREMMO MAGGIORE SPIRITO INTUITIVO, VORREMMO CHE AVESSE LA CAPACITÀ DI ACCORGERSI SUBITO COME ARRIVARE AL PUNTO DELLA QUESTIONE!
 
Ma ciò NON è semplicemente possibile!
Come esseri umani che vivono in una società complessa come quella in cui viviamo, i formalismi sono fondamentali.
A meno che non si abbia la capacità di mettere subito in chiaro le cose, con chiarezza di intenti, lungimiranza e grande spirito di complicità!
 

DEFINIRE I TEATRI PER STIMOLARE LE SENSIBILITÀ

Per poter sviluppare e stimolare lo sviluppo delle sensibilità ai contesti di entrambi, bisogna prima prevederne la necessità, BISOGNA ANTICIPARNE IL BISOGNO.
Spero vivamente che tu non sia come quelle persone che pensano che si possa parlare (e discutere), di qualsiasi cosa in qualsiasi momento...
Come ben saprai esistono precisi momenti in cui certe decisioni NON vanno prese, perché il rischio di esporsi eccessivamente sull'onda di una grande intensità emozionale è molto alto! Sia in positivo che in negativo!
Ad esempio, se sei una donna, secondo te è utile e funzionale prendere decisioni (di lavoro o di rapporto), importanti durante il periodo del ciclo?
Secondo Sarah Macarthur-King, una famosa Executive Coach australiana, assolutamente no!
Un suo articolo su HerCanberra ha messo i riflettori su questo importante tema.
Sarah Macarthur-King è una Executive Coach australiana e ha pubblicato un articolo dal titolo "Come gestire le proprie emozioni nella leadership" per la rivista HerCanberra, PUOI LEGGERE L'ARTICOLO QUI, nel quale sostiene che durante le mestruazioni le leader non dovrebbero prendere decisioni importanti.
Il motivo è semplice, in quel periodo, gli sbalzi ormonali possono creare "scompiglio" nel mare delle emozioni femminili e quindi le decisioni prese diventerebbero meno lungimiranti e più "drastiche" proprio perché ogni decisione comporta discussioni e coerenza di vedute, quindi tutto ciò non fa altro che aumentare lo "stress" già molto alto di quei giorni, insomma è una forma di saggezza molto importante quella di riconoscersi "emotivamente instabili" in certe situazioni (pensa anche ai rischi di prendere decisioni importanti mentre si ha la febbre o mentre si sta cercando di smaltire una sbronza oppure dopo un lutto).
Che tu sia un uomo o una donna, sai benissimo che le emozioni che vivi creano il tuo teatro interiore, così se hai vissuto una pessima giornata lavorativa e una persona ti fa anche solo un piccolo sgarbo è facile andare "su di giri" e abbandonarsi al peggiore dei nostri lati emotivi! 
 
non promettere quando sei felice
Ad un gradino ancora precedente alle EMOZIONI, esistono infatti le REAZIONI CHIMICHE che stanno avvenendo nel nostro corpo e che fungono da SUBSTRATO alle emozioni che andremo a vivere.
È FONDAMENTALE CHE IL SUBSTRATO CHIMICO SIA COERENTE CON LA RICHIESTA EMOZIONALE INVIATA CONSCIAMENTE DAL NOSTRO CERVELLO.
 
Se stai vivendo un momento particolarmente stressante, i tuoi ormoni e le varie sostanze che ti stanno circolando nel sangue non possono essere coerenti con le situazioni di vita che come esseri umani ci costruiamo CHE INVECE RICHIEDONO MASSIMA COERENZA. Semplicemente perché il nostro corpo ha le sue priorità e non sempre queste coincidono con i progetti dei "piani alti" della nostra mente conscia.
Se hai subìto, ad esempio, la perdita del tuo partner o di una persona cara, nel tuo corpo cominceranno a circolare ormoni e sostanze chimiche di vario tipo e queste sostanze a loro volta si opporranno e faranno resistenza verso ogni situazione in cui sarebbe necessario produrre sostanze diverse.
La risultante di questa opposizione darà luogo ad una "visione" alterata verso ogni progettualità a lungo a termine.
Hai perso una persona cara, stai soffrendo, come fanno le altre persone a pretendere che tu possa ragionare lucidamente per decidere se quell'appartamento debba essere venduto o messo in affitto o magari destinato ad un uso diverso?
È una decisione troppo complessa che richiede una mente posizionata in un teatro emozionalmente diverso.
Se stai soffrendo, se la tua mente è "chiusa" all'interno di altre faccende, che ti spingono a vivere nel tuo mondo interiore, fatto magari di ricordi e situazioni del passato vissute con quella persona che hai perduto, non è semplicemente possibile chiedere alla tua mente di potersi concentrare con chiarezza di intenti verso situazioni future. È facile che le tue decisioni, qualora tu sia obbligato a prenderle, saranno superficiali, magari drastiche e sicuramente non in linea con tutte le variabili e gli aspetti del caso.
 
Questo è solo un esempio tipico di come sia importante definire i propri teatri interiori, abituarsi a sentirli prima verso se stessi e poi abituarsi a sentirli e a crearli verso gli altri.
Una grande forma di EVOLUZIONE PERSONALE soprattutto di EVOLUZIONE NELLA COPPIA sarebbe quella di definire e stabilire in anticipo in quali momenti parlare di cose delicate ed emozionalmente impattanti e in quali situazioni non farlo nel modo più assoluto.
Ad esempio la sera, prima di andare a dormire, poiché quello è l'unico momento in cui è possibile condividere un po' di tempo assieme, molte coppie cominciano a parlare di lavoro, del proprio futuro, insomma utilizzano ingenuamente quel momento per iniziare discorsi delicati e complessi che poi, data la stanchezza di fine giornata non faranno altro che andare a logorare il piacere dello stare eroticamente assieme.
 
Di solito nei miei corsi, quando parlo di GESTIONE DEI RAPPORTI DI COPPIA, insisto molto su questo aspetto, e consiglio sempre di EVITARE DI PARLARE DEL FUTURO, DI LAVORO O DI DISCUTERE DI PROBLEMI E DIFFICOLTÀ PRIMA DI ANDARE A DORMIRE. 

SPESSO QUANDO FINISCE LA SENSIBILITÀ AL PROSSIMO È PERCHÉ VORREMMO CHE QUELLA PERSONA POTESSE LEGGERCI NELLA MENTE ED EVITARCI TUTTI QUEGLI STUPIDI ED INUTILI FORMALISMI ESPRESSIVI CUI LA SOCIETÀ CI HA ABITUATO.

VORREMMO MAGGIORE SPIRITO INTUITIVO, VORREMMO CHE AVESSE LA CAPACITÀ DI ACCORGERSI SUBITO COME ARRIVARE AL PUNTO DELLA QUESTIONE!

momenti intimi a lettoÈ più saggio dedicare quel momento al piacere dello stare assieme, è più lungimirante ed evoluto renderlo un TEATRO SACRO in cui gli unici argomenti possibili siano le frasi d'amore e le cose belle che ciascuno pensa dell'altro.
Un altro TEATRO SACRO È IL MOMENTO DEL PASTO, quando si cena assieme, a fine giornata, non si intraprendono discorsi emotivamente difficili e complessi, al massimo si sfrutta quel momento per raccontarsi la giornata ASTENENDOSI DA GIUDIZI, CRITICHE E RECRIMINAZIONI, deve diventare un momento unicamente dedicato alla condivisione di esperienze e per prendere nota di cosa dire magari in un momento diverso.
Allo stesso modo durante la settimana, bisognerebbe stabilire dei momenti in cui confrontarsi su temi più importanti e delicati, e limitare le discussioni di questi argomenti a questo momento, in modo tale che col tempo questa abitudine rafforzi il legame tra i partner.
Ad esempio, io consiglio sempre di dedicare il secondo o il terzo giorno della settimana, possibilmente a metà pomeriggio, magari subito al ritorno a casa dai rispettivi lavori, per affrontare discorsi di coppia delicati o discorsi che implicano il prendere importanti decisioni sul futuro (magari sulla propria carriera professionale), discutendoli con il proprio partner.
Col tempo questa abitudine si rivelerà vincente e quel momento diverrà un importante momento di allineamento di valori, visioni e obiettivi sia personali sia di coppia!
 
Per finire ti ricordo che prima di PRETENDERE SENSIBILITÀ DAGLI ALTRI, DEVI ESSERE TU A SVILUPPARE SENSIBILITÀ MAGGIORI VERSO CHI TI CIRCONDA.
E il modo migliore per poterlo fare è quello di diventare consapevole dei differenti teatri che vivi (o che vivete nella vostra relazione), e imparare a definirli e rispettarli, ciascuno per la valenza che possono avere riguardo a ciò che è utile e funzionale affrontare e cosa non lo è.
Mi rendo conto che l'argomento è tutt'altro che esaurito e mi riservo prossimamente di andare ad approfondire altri aspetti di questo, secondo me, interessantissimo argomento 🙂
 
Lasciami pure un commento qui sotto, sono interessato ad ascoltare le tue esperienze e le tue idee a riguardo  🙂
 
contatti studiomepecA Mercoledì prossimo!
 
Fabrizio F. Caragnano
Professional Mental Coach & NLP Certified Coach

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