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disordine
Questo Mercoledì ci occuperemo di analizzare concretamente una serie di aspetti su cui anche tu potrai andare ad agire per migliorare la tua vita e, conseguentemente, il tuo benessere.
 
Per iniziare ti racconterò un episodio di vita quotidiana accaduta a me, personalmente, durante una visita ad una mia cara amica.
Questa mia amica ama molto cucinare, e in seguito ad un trasloco, si era voluta rifare la cucina, acquistandone una nuova.
Aveva passato diversi mesi a scegliere su vari cataloghi la cucina migliore, conosceva le varie marche più importanti, e aveva le idee ben chiare su quali necessità dovesse soddisfare.
Era ormai diventata esperta su tutti i pregi e i difetti delle varie aziende, le disposizioni dei mobili, i vari tipi di lavelli e di fornelli.
Alla fine, dopo mesi di indecisioni, decise di acquistare un modello che aveva trovato adatto alle sue esigenze; esteticamente in effetti era molto bella e lei si sentiva soddisfatta dell'acquisto e, amando cucinare, passava molto tempo nella sua nuova cucina.
La puliva ogni giorno, la teneva sempre bene in ordine.
Sapendo della sua passione per il cucinare, accettai un suo invito per una cena a casa sua.
Quando arrivai, nel pomeriggio, passammo diverso tempo a chiacchierare e lei mi mostrò il suo acquisto con orgoglio.
Arrivato il momento della cena, lei mi invitò ad farle compagnia in cucina, mentre preparava e cucinava.
Adesso la cosa che mi colpi particolarmente fu questa scena: come di solito accade quando si cucina e si toccano ingredienti diversi bisogna spesso sciacquarsi le mani e lei, come fanno tutti, si puliva ad una serie di strofinacci che aveva appeso sul muro, solo che non erano collocati esattamente vicino al tavolo dove c'era il tagliere, tutt'altro, ogni volta lei doveva spostarsi di due metri, pulirsi le mani e asciugarsele allontanandosi dalla postazione di lavoro per poi riavvicinarsi e continuare.
Quando doveva prendere gli ingredienti dal frigo, questo anche era posizionato dal lato opposto rispetto agli strofinacci, in pratica costringendola a raggiungere il lato opposto della cucina, a girare intorno al tavolo, a prendere gli ingredienti e quindi tornare al centro dove c'era il tagliere...
Ora, quando si cucina, inevitabilmente si ottengono molti scarti da buttare, la pattumiera andrebbe collocata in una posizione facilmente e direttamente raggiungibile, invece lei raccoglieva gli scarti e per buttarli apriva uno sportello sotto al lavandino, dove c'era inserita la pattumiera, si chinava per centrare la mira e quindi buttava gli scarti, si rialzava, chiudeva lo sportello, tornava agli stracci, e poi al tavolo con gli ingredienti.
Come avrete capito, questa tiritera di spostamenti si ripeteva anche 10-15 volte per ogni sessione, a pranzo e a cena.
Durante la mia presenza, notai che lei, dopo 4 o 5 volte che rifaceva tutto il percorso, cominciò a fare delle rapide espressioni col viso, che denotavano chiaramente fastidio, e dopo poco si trasformarono in leggeri sbuffi.
 
A quel punto presi la parola e le spiegai quello che oggi spiegherò a voi, cioè che lei, che amava tanto cucinare, si stava creando una trappola che, da li a poco, le avrebbe fatto "odiare" ciò che tanto amava: l' avrebbe infatti privata di ogni  piacere nel cucinare.
 
La nostra mente, per "ORGANIZZARE" i pensieri e per dare un senso qualitativo alle nostre rappresentazioni, utilizza costantemente i dati che provengono dai 5 sensi.
 
In un famoso esperimento di Psicologia Cognitiva, di diversi anni fa, ad una serie di dipendenti di una azienda venne detto di fare un riassunto verbale di una ricerca prendendo del materiale da una cartella, chiusa, con all'interno dei fogli di carta che spiegavano il contenuto della ricerca.
Le cartelle erano tutte uguali, ma erano state modificate in modo che alcune pesassero più di altre.
Gli impegati che prendevano in mano le cartelle più leggere, si accingevano ad aprirle per leggere il contenuto, mentre quelli che aprivano le cartelle più pesanti, al solo sentire il peso, cominciarono a sbuffare.
Cosa era accaduto?
Molto semplicemente i ricercatori, constatarono una verità che potrai già intuire: la mente umana tende a giudicare la "complessità" di un fenomeno affidandosi, ANCHE, a elementi o comunque aspetti che NULLA HANNO A CHE VEDERE CON LA REALTÀ, MA NELLA NOSTRA ESPERIENZA ABBIAMO ASSOCIATO (SIMBOLICAMENTE) A QUELLA REALTÀ.
 
Se un argomento è CONCETTUALMENTE PESANTE, lo rappresentiamo MENTALMENTE COME UN PESO FISICO, che il nostro cervello dovrà "sopportare", "sorreggere".
I dipendenti che alzavano la cartellina pesante, RITENEVANO IMMEDIATAMENTE CHE ANCHE IL CONTENUTO DESCRITTO NEI FOGLI FOSSE PIÙ PESANTE, QUINDI PIÙ COMPLESSO DI QUELLO DEGLI ALTRI, la cui cartella era più leggera.
 
La cosa interessante e, a questo punto, analizzare questi simboli che, usati dalla tua mente, ti permettono di prendere consapevolezza delle rappresentazioni che hai delle cose.
abitudineCome avrai capito parole come PESANTEZZA, DISTANZA, FATICA, hanno una doppia valenza.
Da un lato ci raccontano una descrizione FISICA di un fenomeno, ma dall'altro, le utilizziamo anche per indicare attitudini mentali.
Sicuramente ti sarà capitato di utilizzare una frase del genere <<la trama di quel FILM era così PESANTE!>>, oppure <<io e lui non andiamo d'accordo, le sue motivazioni sono DISTANTI dalle mie>>, o ancora, <<faccio FATICA a comprenderti!>>...
 
Sono PAROLE-SIMBOLO che descrivono, tramite una rappresentazione cinestesica (cioè legata ad azioni fisiche, specifiche), un concetto universalmente (all'interno della nostra cultura) valido e condiviso.
Nel linguaggio comune ci sono persone che utilizzano molto spesso, con moltissima frequenza, frasi e termini di questo tipo, con valenza simbolica; la loro vita è continuamente "descritta" da DISTANZE (mentali), PESANTEZZE (emotive), FATICHE (di comprensione).
 
Pensiamo ora ad un aspetto legato ai nostri bisogni quotidiani.
Quanto è facile, dalla posizione della casa in cui di solito ti rilassi (può essere il tuo salotto, dove ti siedi per guardare la TV oppure la tua camera, o il tuo studio), arrivare al frigorifero?
E arrivare in bagno?
E' un tragitto lungo o corto?
Devi fare delle curve, oppure il tragitto è abbastanza lineare?
E la porta di ingresso, quanto è vicina da questa tua zona?
Anche qui, devi attraversare altre camere per raggiungerla?
Se hai risposto che il tuo frigorifero è vicino e comodamente raggiungibile, osservati, sei forse in sovrappeso? e magari vorresti dimagrire?
Se hai risposto che per raggiungere il tuo bagno è necessario fare alcune curve perché il tragitto per raggiungerlo non è lineare, chiediti: quanto ti da fastidio alzarti per soddisfare un tuo bisogno impellente quando sei impegnato e concentrato in qualcosa?
Se hai risposto che la tua porta di casa è distante, e magari devi effettivamente attraversare altre stanze della casa per raggiungerla per far accomodare un amico che ti viene a trovare, chiediti: quanto ami organizzare feste o serate a casa tua con i tuoi amici?
Starai sicuramente comprendendo la grande importanza di ciò che vorrei spiegarti con questo articolo :-)
 
Secondo molti studi di psicologia COGNITIVA, la mente considera PESANTE qualsiasi attività che, per essere INIZIATA, ha bisogno di un'azione che dura più di 15 secondi!
Al contrario il nostro inconscio, trova piacevole eseguire qualcosa che per essere iniziato, necessita di meno di 15 secondi!
 
Se entri nella casa di un pittore, troverai molto probabilmente pennelli e colori sparsi dappertutto...questo popolarmente viene spiegato tramite il proverbiale "disordine" degli artisti...invece secondo le moderne ricerche, trova una spiegazione più interessante.
Se un artista vive una ispirazione, essa dura dai 15 ai 20 secondi.
Se per prendere colori, pennello e tela, ci si impiega più di 15 secondi, quella ispirazione perde forza e l'artista senza una profonda frustrazione perchè non riesce più a "fissare" quella ispirazione con forza sulla tela.
Ci hai mai pensato?
 
I colori e i pennelli sono sparpagliati per casa perché essi DEVONO ESSERE SEMPRE ad una distanza di "comodo", raggiungibili IMMEDIATAMENTE da qualsiasi punto della casa lui si trovi.
Per uno scrittore, avere il portatile sempre acceso (una volta si diceva, avere la macchina da scrivere sempre aperta sul tavolo, con un foglio A4 già inserito dentro!), significa poter iniziare a scrivere in meno di 15 secondi!
Sempre in linea con questi studi, si è visto che per far dimagrire le persone, bastava spostare il frigorifero ad una distanza che fosse superiore ai 20 secondi perché le persone sentissero già un fastidio nel raggiungerlo, magari dovendo girare attorno a dei muri, cambiando stanza, angoli della casa, aprendo delle porte, ecc...
 
Personalmente considero molto importante controllare settimanalmente le distanze cognitive che mi separano dai miei interessi e dai miei hobby.
 
Durante la vita, sopratutto in casa, è facile che alcuni oggetti si spostino, alcune mensole si riempiano di libri che vanno a coprirne altri, oppure in cucina alcuni utensili vengono riposti in luoghi sbagliati.
Persino il telefono è importante dove viene posizionato all'interno della casa, è cordless o con i vecchi fili?
I cordless sono comodissimi, ma hanno il difetto di rimanere nascosti in angoli sperduti della casa, aumentando il tempo della loro ricerca quando ci servono.
È meglio un vecchio telefono con il filo, messo però al centro della casa, che un cordless su cui dobbiamo impazzire ogni volta per cercarlo sotto cuscini e giornali, quando lo sentiamo squillare!
 
La nostra vita è costituita da tantissimi momenti di piccole e continue "frustrazioni" dovute alle DISTANZE COGNITIVE che non gestiamo in maniera efficace e su cui non siamo minimamente consapevoli. Frustrazioni che però giorno dopo giorno si sommano e diventano profonde insoddisfazioni!
 
RICORDATI CHE IL PIACERE PASSA ANCHE ATTRAVERSO L'IMMEDIATEZZA!
L'ASSENZA DI SFORZO!
 
Anche a costo di pagare un po' di più la bolletta dell'elettricità, sono soldi ben spesi se, per un periodo in cui senti di voler scrivere un libro, lasci il notebook sempre acceso e pronto anche di notte.
 
Mi è capitato più volte di vivere delle forti ispirazioni durante la notte, o al mattino presto, appena sveglio...e magari dover aspettare l'accensione del notebook e il caricamento di Windows prima di poter scrivere o fare quella ricerca su Internet. Attendere quei 2-3 minuti che tutto viene caricato è davvero SNERVANTE quando senti che quella ispirazione sta velocemente scivolando nell'oblio!
 
LA CONSAPEVOLEZZA DELLE TUE DISTANZE COGNITIVE E LA SUA OTTIMIZZAZIONE È IL PRIMO PASSO PER IL TUO SVILUPPO PERSONALE!
 
IL PRINCIPIO DA SEGUIRE È QUESTO: Più semplice ed immediato è un gesto, più lo rifarai volentieri.
 
Se per buttare, in cucina, uno scarto, un rifiuto, devi girarti, spostarti, aprire uno sportello, chinarti, prendere la mira e solo allora fare il gesto, allora il cucinare ti diventerà presto un'IMPRESA NOIOSA, PESANTE, FRUSTRANTE.
Hai presente quelle trasmissioni televisive in cui dei cuochi mostrano l'utilizzo di alcuni strumenti, per venderli, come coltelli o robot da cucina?
Osserva attentamente la disposizione degli utensili...a fianco al grosso tagliere in legno, centrale, hanno sempre un grande buco laterale in cui fanno continuamente SCIVOLARE gli scarti e i ritagli inutili del cibo che cucinano...non puoi immaginare quanto sia semplice e piacevole quel gesto!
Tagli, E SENZA SPOSTARTI, SENZA GIRARTI, SENZA CHINARTI, SENZA APRIRE ALCUN ARMADIETTO O COPERCHIO, ma con un semplicissimo gesto del polso, tutto ciò che deve essere buttato va nel buco, dove sotto c'è la pattumiera
 
RICORDATI: SE VUOI FRUSTRARE UNA TUA ABILITÀ, SE VUOI RENDERE NOIOSO E "COMPLICATO" UN TUO COMPORTAMENTO, ALLUNGA CON DEGLI IMPEDIMENTI IL TEMPO INIZIALE IN MODO DA IMPIEGARE PIÙ DI 20 SECONDI.
 
La comprensione di questo principio può essere utilizzato sia a FAVORE sia CONTRO un comportamento.
 
Sai perché quasi nessuno utilizza i dizionari che si hanno in casa per conoscere nuove parole?
Perché i DIZIONARI pesano troppo e molto spesso vengono posizionati in casa su librerie alte, o su mensole che stanno in alto!
Un mio amico che voleva imparare a suonare la chitarra, la teneva sempre a fianco del letto, non la metteva mai nella custodia, perché quando VOLEVA SUONARE semplicemente la ABBRACCIAVA E SUONAVA!
Un giorno in cui i genitori gli dissero che doveva mettere "ordine" nella cameretta, gliela conservarono nell'armadio, nella sua custodia!
Non la toccò più per 2 mesi! Scordandosi quasi tutto quello che aveva imparato!
Si accorse dell'errore e si comprò un treppiedi da terra, dove poggiare la chitarra, sempre di fianco al letto, QUELLO DIVENNE UFFICIALMENTE IL SUO POSTO!
NON ERA PIÙ POGGIATA LÌ CON DISORDINE, AVEVA DATO DIGNITÀ ALL'UTILIZZO DELLO STRUMENTOora era fruibile immediatamente.
 
bastian contrarioQuesto concetto si applica anche con le persone ;-)
Se chiedi a 10 amici di uscire con te per andare al cinema, alcuni di loro magari ti diranno subito di si, altri invece intavoleranno delle discussioni, anche minime, sull'andare proprio al cinema, proprio quel giorno, proprio a quell'ora...queste piccole discussioni AUMENTERANNO LA DISTANZA COGNITIVA tra il PIACERE CHE VORRESTI PROVARE e L'IMMEDIATEZZA DI QUEL PIACERE!
Con chi proverai maggiore piacere? Con chi ti rende facile e immediato il piacere che proponi o con chi te lo rende complicato e raggiungibile solo dopo lunghe discussioni?
Ci sono persone che non comprendono questo meccanismo, non comprendono che quando PROPONIAMO QUALCOSA, "LANCIAMO" DAVANTI A NOI UN PIACERE, se questo piacere viene ALLONTANATO troppo spesso, reso SCOMODO, quelle persone NON LE CHIAMEREMO PIÙ: il nostro inconscio comincerà a CONSIDERARLE UN INUTILE PESO,  e tenderemo inconsciamente ad evitarle!
 
Amo chiamare l'ottimizzazione delle distanze che mi separano dai miei hobby, dai miei studi, "LIFESTYLE TUNING".
Ottimizzare il proprio LIFESTYLE, cioè stile di vita, significa controllare periodicamente che i tuoi piaceri non stiano diventando DIS-PIACERI!
 
Magari alcuni oggetti si sono allontanati.
Magari alcune persone si sono allontanate!
Se non vedi o senti un amico da troppo tempo, organizzare con lui un "piacere" e condividerlo "al volo" risulterà più difficile; quindi riprendi subito i contatti con le persone che senti "lontane", per "avvicinare" la possibilità di condividere qualcosa in un qualsiasi momento, lì per lì quando ti và ;-)
 
Quando la distanza cognitiva supera alcune "soglie", diventa INGESTIBILE: ci sono persone che quando non frequentano persone che conoscono per 4-5 mesi, dopo fanno subentrare dei veri e propri freni!
Ti sarà capitato sicuramente di ascoltare discorsi del tipo: <<Eh, ormai non lo sento da 5 mesi, se lo chiamo, che gli dico? dovrei stare a raccontargli troppe cose, e come gli giustifico tutto questo tempo?>>
 
Questo succede ancora di più quando si tratta di frequentare corsi in palestra o frequentare clircoli!
Magari una persona che avevi conosciuto sparisce per 2 mesi, superato un certo periodo non tornerà più...perché si sentirà un'estraneo, o meglio si sentirà "estraniato", sente che dovrebbe fornire troppe spiegazioni e alla fine lascia il corso definitivamente!
Chi invece non si iscrive più, ma continua a rimanere in contatto con gli altri compagni di corso, magari sentendo di tanto in tanto anche l'istruttore, quello che avverte è che rimane dentro a quel gruppo ANCHE SE NON PARTECIPA DA DIVERSI MESI.
Sente che potrebbe pure ritornare, se ha voglia, perché quel PASSO è immediato, non richiede di colmare distanze cognitive.
Chi invece sparisce per mesi si AUTO-BOICOTTA senza saperlo, perché all'inizio si dice dentro di sé <<si, si, dai, fra qualche giorno riprendo...dai appena posso mi re-iscrivo>>, poi passati quei 3-4 mesi, la stessa frase diventa <<eh, ormai! sono passati 4 mesi, che gli racconto? chissà quanto saranno andati avanti!>>
 
regola semplicita cialdiniFra gli esercizi settimanali, inserite il LIFESTYLE TUNING :-)
 
Vi consiglio di procedere in questo modo:
Nel tuo quaderno di EVOLUZIONE DEL PENSIERO E MIGLIORAMENTO PERSONALE, scrivi 5 cose di cui vorresti occuparti in questo periodo, devono essere 5 cose importanti, magari interessi di studio personali, i tuoi sogni, lo sviluppo di una tua idea o progetto...chiamiamoli semplicemente PROGETTI.
Una volta scritti i 5 PROGETTI, per ciascuno fai una lista di strumenti fisici e di risorse (oggetti e persone) che necessita il tuo progetto.
Puoi usare una pagina per ciascun Progetto: in alto nella pagina scrivi il nome del progetto e sotto la lista delle RISORSE necessarie.
Ora per ciascun punto della lista, cioè per ciascuna risorsa, CONTROLLA CHE LE DISTANZE COGNITIVE non superino i 15 secondi.
Quelle risorse che hai identificato come necessarie, SONO A PORTATA DI MANO?
Se non lo sono, la PRIMISSIMA COSA DA FARE è AVVICINARLE MATERIALMENTE O CONCETTUALMENTE!
Se queste risorse sono distanti, il tuo progetto NON SI REALIZZERÀ MAI!
 
Se vuoi DIVENTARE BRAVO IN QUALCOSA, identifica le risorse necessarie (potrebbe essere anche un negozio, un fornitore...), e RENDILE IMMEDIATE, SEMPLICI DA RAGGIUNGERE; se il poter raggiungere quelle risorse è TROPPO ONEROSO IN TERMINI DI DISTANZE COGNITIVE, TUTTO IL PROGETTO NE RISENTIRÀ, risulterà pesante, difficile!
 
Una massima orientale dice :<<Per realizzare un sogno dobbiamo seguire il percorso di minima resistenza!>>
 
Se vuoi sviluppare l'abitudine ad andare a correre la mattina presto, ALMENO PER I PRIMI GIORNI, ABITUATI A DORMIRE CON LA TUTA GIÀ INDOSSATA! (ovviamente lavata e pulita ogni giorno ;-) )
Se vuoi cambiare dieta, ASSICURATI DI AVERE GLI INGREDIENTI SEMI-PRONTI; se devi ogni volta aprire tutte le scatole, togliere tutti i cellophane, aprire le bustine, tutto diventerà pesante!
QUANDO TORNI A CASA DOPO AVER FATTO LA SPESA, PRENDI L'ABITUDINE DI TOGLIERE SUBITO TUTTE LE CARTE, APRI LE CONFEZIONI, TOGLI SUBITO LE PLASTICHE che TI SEPARANO dagli oggetti!
 
TOGLI LE PLASTICHE CHE TI SEPARANO DA QUALSIASI COSA!!
 
Tanto già sai che quando andrai ad utilizzare quegli oggetti, le toglierai lì per lì, allora FALLO SUBITO!!
 
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Vorrei sapere davvero cosa ne pensi!
 
 
Al prossimo Mercoledì
 
Fabrizio F. Caragnano
Professional Mental Coach