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Nell'articolo di questa settimana voglio parlarti del POTERE ESOTERICO DEL LINGUAGGIO e nello specifico della CORRELAZIONE TRA IL MODO IN CUI L'ESSERE UMANO USA LE PROPRIE PAROLE E IL MODO IN CUI POI PENSA E AGISCE.
 
Spesso utilizziamo le parole con molta INCONSAPEVOLEZZA, il nostro linguaggio è spesso SUPERFICIALE e spesso non facciamo proprio caso agli effetti che le nostre parole hanno sugli altri, spesso mancano totalmente di EMPATIA e di qualsiasi rapporto RELAZIONALE con l'altra persona.
Fin da giovani ci arroghiamo il diritto di POTERCI ESPRIMERE COME "CAVOLO" DESIDERIAMO, incuranti degli effetti che il nostro linguaggio ha su chi abbiamo vicino a noi. 
Certo, non tutti lo fanno, non tutti sono così, potresti essere una/o dei pochi che ancora da valore alle parole che utilizza, è questo È UN GRAN BENE, ma a parte una ristretta cerchia di persone, una delle "mode" del momento sembra proprio essere il RECLAMARE CON FORZA, purtroppo a torto, che gli altri debbano unicamente tollerare e subire le nostre parole ed espressioni.
Proprio per giustificare questo comportamento, prendiamo in prestito molti MODELLI e ci facciamo portatori di vere e proprie IDEOLOGIE che ci autorizzano (secondo noi), a giustificare questo atteggiamento linguistico, basti pensare a politici o a cantanti, che della completa indifferenza espressiva hanno fatto la loro bandiera.
dialogo 300x248Senza accorgersene giovani e meno giovani diventano sempre MENO ABILI nell'usare linguaggi appropriati a contesti differenti e soprattutto verso persone differenti.
La verità è che questo modo di fare assolutamente AUTO-REFERENZIALE e il più delle volte ASSOLUTAMENTE PRESUNTUOSOci impedisce di CRESCERE e di MIGLIORARCI sotto il profilo dell'INTELLIGENZA LINGUISTICA e dell'INTELLIGENZA EMOZIONALE e ci fa dimenticare che L'ESSERE UMANO è un animale sociale, che HA BISOGNO PER CRESCERE ED EVOLVERSI di una COMPLESSA DIMENSIONE SOCIALE E RELAZIONALE.
In pratica quando ci esprimiamo non possiamo non tener conto degli effetti che le nostre parole hanno sugli altri (ovviamente ciò non toglie che ognuno è responsabile unicamente delle proprie azioni, e MAI DELLE AZIONI DEGLI ALTRI; le reazioni degli altri non rientrano nella nostra SFERA DI COMPETENZA).
 

IL POTERE ANCESTRALE DELLA PAROLA

Devi sapere che LA PAROLA anticamente è sempre stata considerata LA PRIMA FORMA DI POTERE dell'ESSERE UMANO e attorno al POTERE DELLA PAROLA si sono diffuse vere e proprie CULTURE e DOTTRINE molto importanti, UNA PER TUTTE L'IMPORTANZA CHE LA PAROLA AVEVA IN SENO ALLA MAGIA.
Hai mai visto qualcuno dei film ispirati alla leggenda di MAGO MERLINO?  :-)
Nel corso degli decenni la leggenda di questo mitico (e mistico), personaggio ha rappresentato materiale fertile per la creazione di diversi film e fiction televisive.
In particolare, se ti piacciono film del genere, ti consiglio di recuperare il film per la TV "MERLINO", del 1998, con Sam Neill (nei panni di Mago Merlino), Helena Bonham Carter (nei panni di Morgana) e Rutger Hauer (che interpreta Re Vortigern).
Il film fu girato esclusivamente per la distribuzione televisiva, ma il cast era di tutto rispetto e ne uscì fuori un gioiellino come pochi.
 
Inizio questo articolo parlandoti della leggenda di MAGO MERLINO perché in quasi tutti i film ispirati a questo personaggio c'è un passaggio particolare...viene mostrato il periodo del suo apprendistato (talvolta viene mostrato invece il periodo di apprendistato di qualche suo allievo, come avviene in L'APPRENDISTA STREGONE, film del 2010 con Nicholas Cage), nel quale viene via via iniziato alle arti magiche.
Durante il suo periodo di studio, quindi ancor giovane, Merlino apprende in vari STADI e in vari LIVELLI tutti segreti della MAGIA.
Uno di questi livelli viene spesso descritto come l'arte di UTILIZZARE LA MAGIA TRAMITE L'UTILIZZO DI PAROLE E TERMINI CHE BISOGNA VOCALIZZARE (che quindi il mago deve pronunciare o bassa o ad alta voce).
In pratica lo STREGONE o il MAGO nomina a voce alcune frasi, dando forma ad incantesimi che "piegano" la natura ai suoi voleri.
L'ispirazione per questo livello nello studio dell'arte magica non è una forzatura televisiva, ma si ispira davvero ad alcune leggende che riguardano sopratutto l'ESOTERISMO EBRAICO e sono molto presenti all'interno della MISTICA DELLA CABALA EBRAICA.
In molte tradizioni ESOTERICHE, come ad esempio in molte culture SCIAMANICHE sia OCCIDENTALI che ORIENTALI viene raccontato da sempre che esiste un POTERE CHE LE PAROLE HANNO SULL'AMBIENTE CHE CI CIRCONDA.
Nello specifico, sapere il nome di una cosa, di un oggetto o di una persona (talvolta anche di uno spirito...), significa AVERE PIENO POTERE E QUINDI PIENO CONTROLLO SU QUELLA ENTITÀ.
Significa che ne possiedi e controlli L'INTIMA ESSENZA.
Non è un caso che per gli studiosi della CABALA, il NOME DI DIO dovesse essere ritenuto SACRO e IMPRONUNCIABILE poiché nessuno poteva avere controllo sulla forza infinita di Dio.
Nacque così il mito del TETRAGRAMMA SACRO cioè i 4 simboli (tetra-grammi), che formano, privati delle vocali, il nome segreto di Dio (http://www.nostreradici.it/nome.htm); il tetragramma sacro è formato dalle consonanti YHWH, che gli Ebrei pronunciano ADONAI, ma purtroppo viene comunemente ed erroneamente pronunciato YAHVÈ; nessuno sa anticamente quale fosse il modo corretto di pronunciarlo, la vera pronuncia era ed è, tutt'oggi, sconosciuta.
 
AVRAH CADABRAPerché ti sto raccontando tutto questo?
Per farti prendere consapevolezza dell'importanza che ha il linguaggio, la PAROLA, nella tua vita di tutti i giorni.
Le antiche tradizioni DAVANO MOLTA IMPORTANZA AL RUOLO CHE LA PAROLA HA SU DI NOI E SUL NOSTRO ESSERE.
Non è un caso che nel VANGELO DI GIOVANNI troviamo il famoso INNO AL LOGOS:
 
<<In principio era il VERBO, e il VERBO era presso Dio, e il VERBO era Dio. Questi era in principio presso Dio...>>
 
Tutto inizia con il VERBO, cioè tramite il SUONO DELLA PAROLA: "E dio DISSE, <<sia la luce>>, e la luce fu..."
Esiste un altro passaggio molto importante nella Bibbia, proprio nel LIBRO DELLA GENESI; una volta dato vita all'uomo, Dio gli affida il primo compito: dare un nome a tutte le cose del creato, il nome che l'uomo avrebbe scelto sarebbe stato il LORO nome!
 
<<...allora il Signore Dio plasmò dal suolo ogni sorta di bestie selvatiche e tutti gli uccelli del cielo e li condusse all'uomo, per vedere come li avrebbe chiamati: in qualunque modo l'uomo avesse chiamato ognuno degli esseri viventi, quello doveva essere il suo nome. Così l'uomo impose nomi a tutto il bestiame, a tutti gli uccelli del cielo e a tutte le bestie selvatiche>>
 
IL PRIMO COMPITO DELL'UOMO SU QUESTA TERRA, SU DIRETTIVA DIVINA, FU DARE UN NOME AD OGNI COSA E QUEL NOME SAREBBE STATO IL SUO NOME!
 
Non è una cosa da poco...
 

LE PAROLE IDENTIFICANO SFUMATURE 

In questo articolo voglio farti comprendere la connessione che esiste tra il modo che in cui ogni giorno tutti noi PENSIAMO, il modo in cui FORMULIAMO MATERIALMENTE NELLA NOSTRA MENTE I PENSIERI e il modo in cui SCEGLIAMO ED UTILIZZIAMO LE PAROLE verso NOI STESSI e VERSO GLI ALTRI.
Usare la PAROLA forse è DAVVERO UN ATTO MAGICO!
Almeno per chi, ad esempio, lavora nel campo medico, pensa a chi lavora in reparti ospedalieri particolari come quello dei MALATI ONCOLOGICI.
Utilizzare bene le parole è fondamentale, quando sai che devi DARE FORZA E TRASMETTERE ENERGIA VITALE A CHI STA COMBATTENDO CONTRO UN TUMORE.
 
Purtroppo NON TUTTI I MEDICI SONO PERSONE ATTENTE ALLE PAROLE CHE UTILIZZANO con i pazienti, e anzi spesso L'ARTE DELLA COMUNICAZIONE EFFICACE che non viene insegnata nei corsi universitari risulta una "perfetta sconosciuta" e non è raro che molti medici a furia di avere a che fare con malattie gravi e spesso mortali, col tempo diventino poco empatici e cinici.
Pensa ad esempio a questa situazione e alle due frasi che ti sto per indicare:
 
<<la sua è una malattia molto particolare, MA il nostro staff è il più all'avanguardia in Europa>>
e confrontala con quest'altra:
<<il nostro staff è il più all'avanguardia in Europa, MA la sua malattia è molto particolare>>
 
Ora se fossero due medici diversi a dire le due frasi che ti ho riportato sopra, tu da chi andresti? 
Da quale dei due ti faresti curare?
Ebbene sono sicuro di sapere già la risposta, È INNEGABILE CHE ANDRESTI DAL PRIMO MEDICO, che ti pronuncia la prima frase!
Eppure, osserva bene, LE DUE FRASI, DA UN PUNTO DI VISTA DEL CONTENUTO, SONO IDENTICHE, l'unica differenza è l'ORDINE IN CUI VENGONO PRONUNCIATE le due metà.
L'anello che congiunge le due metà è la particella MA, che in italiano ha valore AVVERSATIVO!
In pratica TUTTO QUELLO CHE AFFERMO PRIMA DEL "MA" VIENE NEGATO E ALMENO PARZIALMENTE, ANNULLATO, NELL'INCONSCIO DI CHI ASCOLTA!
 
Pensa ora a questa scena fra due innamorati:
<<Sei bellissima Amore, MA quel vestito non ti dona molto>>
oppure la seguente:
<<Quel vestito non ti dona molto, MA sei bellissima Amore>>
 
Se fossero, anche qui, due frasi pronunciate da due ragazzi diversi, secondo voi quale due, con più probabilità, finirà la serata "in bianco"? ;-D
 
È proprio vero che l'uso delle parole spesso è MAGIA PURA!
Pensa all'uso delle parole e della COMUNICAZIONE EFFICACE per chi INSEGNA NELLE SCUOLE (soprattutto alle ELEMENTARI e alle MEDIE, durante il periodo più delicato della formazione psichica dei giovani), ed è RESPONSABILE DELLA CRESCITA EMOTIVA dei BAMBINI (e dei minori in genere).
Basta poco, basta una singola parola fuori posto per INDIRIZZARE LA MENTE E LO SPIRITO DI UN BAMBINO VERSO UN ASPETTO DELLA VITA ED ALLONTANARLO DA UN ALTRO!
 
fai attenzione alle parole che usiTi voglio raccontare un episodio che mi capitò tanti anni fa e che ricordo sempre con grande dolcezza...ero andato al cinema a vedere "HARRY POTTER E LA CAMERA DEI SEGRETI" (incredibile...sono passati già 16 anni!!!), e seduta davanti a me, proprio nella fila davanti, c'era una bimba accompagnata dalla sua mamma.
Ad un certo punto, durante il film, c'è la famosa scena in cui Harry ed Hermione seguono l'enorme scia di ragni che scendono dal soffitto lungo le pareti del corridoio di Hogwarts...ebbene durante quella scena la mamma della bimba disse queste testuali parole, che non dimenticherò mai (e che riporto ora, qui, ad imperitura memoria...): <<...guarda...i ragnetti, guarda come sono carini!>>...e la bimba rispose <<...SII MAMMA, È VERO!>>.
In quel momento quella mamma con le sue dolci parole diede forma ad una POTENTISSIMA MAGIA!
IMPEDÌ ALLA SUA BAMBINA DI SVILUPPARE AVVERSIONE VERSO I RAGNI!
Tramite le sue parole COMUNICÒ E TRASMISE ALLA FIGLIA LA BELLEZZA DI UNA SCENA, UNA SCENA IN CUI ERANO PROTAGONISTI DEI RAGNI che scendevano dalle pareti.
La bambina RICEVETTE PIENAMENTE QUEL MESSAGGIO, e sono sicuro che ancora adesso, a distanza di 16 anni, SARÀ CRESCIUTA COME UNA RAGAZZA CHE NON TEME I RAGNI (come purtroppo accade per molte ragazze).
 
Eh si...
LA MAMMA FECE UN BELLISSIMO INCANTESIMO ALLA FIGLIA!
 
Alla vista dei ragni avrebbe potuto fare una smorfia, avrebbe potuto esclamare senza volerlo <<che schifo!>>, oppure anche solo comunicare un'espressione di disgusto e quell'espressione (anche solamente l'espressione "BRRR" o un "MAMMA MIA" improvviso), sarebbe bastato per trasmettere alla figlia ed IMPRIMERLE EMOTIVAMENTE un disgusto che la bimba sicuramente AVREBBE FATTO PROPRIO. 

IL PRIMO COMPITO DELL'UOMO SU QUESTA TERRA, SU DIRETTIVA DIVINA, FU DARE UN NOME AD OGNI COSA E QUEL NOME SAREBBE STATO IL SUO NOME!

Hai mai visto il film "IL SENSO DI SMILLA PER LA NEVE"?
È un film giallo/thriller del 1997, diventato molto famoso soprattutto nel campo della formazione!
Anche se è un film ormai abbastanza vecchio, ti racconto solo che una ragazza, SMILLA appunto, nata in GROENLANDIA, si trasferisce a Copenaghen e lì rimane coinvolta in un misterioso omicidio avvenuto durante una forte nevicata.
Grazie alle sue doti e alla forza delle sue osservazioni (e ai NOMI CHE SA DARE ALLE COSE), aiuta la polizia locale a risolvere il caso.
Come ben saprai chi nasce e vive in Groenlandia ha a che fare con la neve praticamente durante tutto l'anno!
La cultura ESCHIMESE per poter vivere, per poter gestire e risolvere un numero enorme di problemi legati proprio alla massiccia presenza di neve, ha con il tempo sviluppato un linguaggio molto specifico.
Mentre per noi LA NEVE È SOLAMENTE NEVE...e al massimo nella nostra lingua distinguiamo tra NEVE, NEVISCHIO, GHIACCIO e BRINA, nella lingua ESCHIMESE (in particolare nella TRADIZIONE INUIT e in quella YUPIK), esistono più di 70 parole che, in base alle radici utilizzate, formano concetti specifici e precisi per indicare TUTTE LE SFUMATURE ESISTENTI DI NEVE E GHIACCIO in base al COLORE e alla CONSISTENZA.
Ad esempio, per noi italiani, non c'è alcuna differenza tra la "neve appena caduta" e la "neve adatta per fare un igloo", invece tale distinzione DIVENTA FONDAMENTALE QUANDO SI VIVE IN GROENLANDIA.
 
Le persone devono scegliere le rotte delle slitte, individuare i luoghi adatti a costruire le case, valutare le superfici più sicure per camminare o passarvi sopra con le slitte e decidere dove posizionarsi accanto alle brecce del ghiaccio da cui le foche escono a respirare, senza emettere rumori che le orecchie sensibili degli animali possano sentire. Le definizioni di neve sono parte integrante del PROCESSO DECISIONALE che determina il successo o il fallimento di una battuta di caccia e hanno un'importanza vitale nella valutazione del possibile livello di benessere, disagio o pericolo, anche nel caso di un viaggio breve.
Esistono molte parole in linguaggio Inuit per descrivere le diverse forme e condizioni della neve. C'è la neve che scende, la neve che segna la fine della bella stagione, la neve appena caduta, la neve soffice su cui si fa fatica a camminare, i cumuli di neve morbida, la neve dura e cristallina, quella che si è sciolta e poi ricongelata, la neve su cui è piovuto sopra, la neve farinosa, la neve trasportata dal vento, la neve con cui il vento copre gli oggetti, la neve dura che cede sotto il peso dei passi, la neve fusa per essere bevuta, la neve ammucchiata e la neve più adatta a costruire gli igloo. In lingua Inuit ci sono anche molti verbi con la radice “neve”, come scrollarsi la neve di dosso, lavorare la neve con un qualsiasi attrezzo, o mettere un po' di neve in una bevanda calda solo per raffreddarla. Gli Inuit distinguono immediatamente tutte queste varietà di neve e di ghiaccio.
 
Se CONOSCI un NOME SPECIFICO PER OGNI SFUMATURA allora addestrerai automaticamente I TUOI SENSI a SAPER DISTINGUERE A COLPO D'OCCHIO QUELLE DIFFERENZE, che invece passerebbero del tutto inosservate a chi NON POSSIEDE TALI NOMI.
 
Eccoti un esempio di alcune parole che riguardano specificamente la NEVE nella lingua INUIT: 
  1. Akuvijarjuak: Ghiaccio sottile sul mare;
  2. Anijo: Neve generica sul terreno;
  3. Hiko: Ghiaccio generico sul terreno;
  4. Hikuliaq: Ghiaccio sottile sul terreno;
  5. Ivuneq: Banchi spessi di ghiaccio integro;
  6. Kanut: Neve fresca senza tracce di ghiaccio; 
  7. Navcaq: Formazione spessa di neve instabile che può crollare;
  8. Piqsirpoq: Nevischio sotto i 2 cm di deposito;
  9. Qimuqsuq: Cumulo di neve creato da una bufera;
  10. Tsikut: Banchi spessi di ghiaccio crepato.;
  11. ...
pensiero emozioni materiaCome vedi avere un nome specifico per le cose che osservi spesso risulta fondamentale per la sopravvivenza!
Nella cultura dei TUAREG, popolazione nomade del deserto esistono più di 30 parole per indicare tutte le differenze di GIALLI e ARANCIONI!
 
Pensa ad un pittore, quante sfumature conosce della tonalità del ROSSO?
Osservando un quadro realizzato da un altro pittore, un esperto IDENTIFICHERÀ IMMEDIATAMENTE l'utilizzo del ROSSO CARMINIO, del ROSSO VERMIGLIO, del ROSSO CORALLO o ancora del ROSSO CARDINALE.
Per chi non conosce queste sfumature il ROSSO SARÀ SEMPRE E SOLAMENTE ROSSO!
 
E in italiano quante parole abbiamo per le nostre emozioni?
Ad esempio per le diverse sfumature di AMORE?
Anticamente in GRECIA esistevano dei nomi specifici diversi per riferirsi all'amore carnale fra uomo e donna e all'amore che un genitore ha per i figli...ovviamente non sono lo stesso sentimento!
PHILÌA (ϕιλία) in greco indicava il sentimento che legava due amici, il voler bene ad un amico, mentre con il termine AGÀPE (ἀγάπη) si indicava il generico sentimento di fratellanza fra Esseri Umani; per indicare l'amore fra familiari e parenti si utilizzava invece il termine STORGHÈ (στοργή), e ovviamente il termine ÈROS (έρως) veniva utilizzato per riferirsi all'amore sessuale. Esisteva anche un termine per distinguere e indicare l'amore corrisposto ANTÉROS (αντέρως), dall'amore improvviso e bramoso HIMEROS (Ιμερος), che era differente dall'amore di fare qualcosa di specifico, THELEMA (θέλημα), che ti da piacere e diletto!
 
Eppure noi oggi, in Italiano distinguiamo al massimo fra VOLER BENE e AMARE!
Abbiamo perso quella ricchezza del linguaggio che permetteva di SPECIFICARE le diverse sfumature emozionali.
La stessa perdita linguistica l'abbiamo avuta per qualsiasi altra emozione, ad esempio indichiamo con RABBIA o con il termine GELOSIA tantissime emozioni diverse che con superficialità esprimiamo usando lo stesso termine.
Cosa accade quando una persona utilizza lo stesso termine per indicare cose diverse?
Esistono moltissimi studi a riguardo, studi antropologici e psicologici che mettono in evidenza le conseguenze dell'avere un vocabolario ridotto per esprimere la complessità del mondo che ci circonda, ad esempio in cinese BLU e VERDE si indicano con lo stesso termine QING (青), e in Cina esiste la più alta percentuale di persone che VISIVAMENTE NON RIESCONO A DISTINGUERE I DUE COLORI!
Eppure il cielo e un bel prato hanno proprio due colori diversi!  :-)
 
sfumature nella comunicazioneTornando alle emozioni, spesso le persone che vengono educate ad usare poche ESPRESSIONI EMOZIONALI sono persone che sia su se stesse che verso gli altri attuano comportamenti DRASTICI, VIOLENTI, SPESSO AUTOLESIONISTICI, perché in un mondo dove esiste solo BIANCO o NERO non c'è spazio per l'emozione delle altre persone, non arrivi proprio a rappresentartele mentalmente, non arrivi a comprenderle.
Persone che di punto in bianco SCOMPAIONO dalla vita delle persone cui hanno voluto bene (e da cui sono state volute bene, a volte anche amate), persone che non tengono conto degli EFFETTI DELLE LORO AZIONI SULLE EMOZIONI DELL'ALTRO, tutto per declamare UN'INDIPENDENZA ESPRESSIVA che inevitabilmente sfocerà in una SOLITUDINE RELAZIONALE ed AFFETTIVA.
 
IL RISULTATO FINALE È CHE QUANDO USI UN LINGUAGGIO AUTO-REFERENZIALE, CHE NON TIENE PIÙ CONTO DEGLI EFFETTI SULL'ALTRO, LENTAMENTE ANCHE LE TUE AZIONI, I TUOI COMPORTAMENTI VERSO GLI ALTRI DIVENTERANNO SEMPRE PIÙ DISTACCATI E MENO ATTENTI ALLE CONSEGUENZE EMOZIONALI CHE INDUCI, FINIRAI PER FERIRE GLI ALTRI CON COMPORTAMENTI VIOLENTI, ILLOGICI E INCOMPRENSIBILI SOTTO IL PIANO EMOZIONALE.
 
Vivendo nel mondo della FORMAZIONE mi capita spesso di parlare con persone che utilizzano solamente termini del tipo: <<TU SEI UNA PERSONA NEGATIVA>>, oppure <<BISOGNA ALLONTANARSI DALLE PERSONE CHE EMANANO ENERGIA NEGATIVA>>... ti ho già parlato di questo MALCOSTUME molto presente nell'ambiente NEWAGE e della CRESCITA PERSONALE, nell'articolo del 3 Giugno 2015 "MATERIALITÀ VS SPIRITUALITÀ: QUALI CREDENZE IMPEDISCONO LA TUA EVOLUZIONE PERSONALE?", se vuoi approfondire questo tema puoi andarlo a leggere da QUESTO LINK.
 
Per concludere, sarebbe bello tornare ad impossessarsi di un LINGUAGGIO EVOLUTO, DIMENSIONALE, che tenga conto delle sfumature che esistono nel mondo e che sopratutto TENGA CONTO DELLE DIVERSE RELAZIONI CHE INSTAURIAMO CON GLI ALTRI E CON IL LORO CUORE.
 
Spero che questo articolo ti sia piaciuto e ti abbia dato modo di riflettere su molti aspetti del comportamento che attui tutti i giorni con te stesso e con le persone cui vuoi bene,
Lasciami pure un commento qui sotto, è importante per me instaurare un dialogo con i miei lettori. 🙂
 
A Mercoledì prossimo
 
Fabrizio F. Caragnano
Professional Mental Coach & NLP Certified Coach

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