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Qualche giorno fa mi sono deciso ad accettare l'invito di alcuni miei parenti un po' alla lontana, in verità acquisiti per via di un mio cugino, che volevano da tempo organizzare una serata tutti insieme.
Durante la cena ho rivisto i figli, ancora molto piccoli, ma sicuramente cresciuti in fretta rispetto a quando li avevo visti in fasce la prima volta; avevano infatti già 7 e 8 anni, un bimbo e una bimba, in verità molto capricciosi e alquanto turbolenti nei modi di fare e di stare a tavola.
Perché vi sto raccontando questa storia nell'articolo di questo Mercoledì, vi starete chiedendo? :-)
Ebbene, perché mi permette, tramite questo breve antefatto, di giungere al momento topico che fu di quella serata...
Durante la cena, la bambina (di 8 anni) trova e prende dall'interno di un cassetto della cucina una serie di barrette di cioccolato e ritorna a tavola con noi, mangiandole tutta soddisfatta.
Il padre vedendo che in effetti stavamo ancora alla seconda portata, glieli toglie con velocità dalle mani, rimproverandola che, essendo non ancora terminata la cena, il tempo per il dolce non era ancora arrivato e sopratutto perché aveva preso del cioccolato dalla cucina senza chiedere il permesso né a lui né alla mamma.
La bambina inaspettatamente (!?) comincia a strillare e a sbattere i piedi con forza, alche abbiamo dovuto spostare i piatti dalla tavola per paura che li potesse sbattere a terra.
La bambina non voleva sentire ragioni, e insisteva a voler riavere a tutti i costi la sua cioccolata.
Dopo l'ennesima minaccia del padre, la bambina sbotta: <<Ah si! Sei cattivo! Quando me andrò via e sarò grande mangerò sempre e solo cioccolata, e non potrai dirmi più nulla!>> e scoppia a piangere scappando in camera inseguita dalla mamma, rossa in viso per la situazione un po' imbarazzante che si era creata.
Quella scena mi è rimasta impressa, non tanto per i capricci della bambina in sé, ma per la modalità di risposta che HA SCELTO di dare al padre che la rimproverava.
 
Cosa c'è di tanto strano in quella risposta? Direte voi...
 
Che al di là della questione del cioccolato, quello che davanti ai miei occhi ha avuto esemplare rappresentazione è stato un magnifico esempio di comportamento di stampo REATTIVO utilizzando un tipico modo di ragionare DUALISTICO.
Questo modo di pensare, purtroppo, lo troviamo anche negli adulti, in tutti i ceti e livelli di istruzione e addirittura anche in professori, filosofi e illustri professionisti che hanno fatto dello studio della mente il loro lavoro principale.
 
Si potrebbe pensare che un ragionamento di questo tipo si possa riscontrare unicamente nei bambini, in fondo il "capriccio" si esprime proprio in questo modo, quando si è piccoli certe esigenze
 e certe accortezze non si hanno e non si pensano proprio, quindi il bambino insiste per avere ciò che desidera, TUTTO E SUBITO; in realtà anche da adulti quello che cambia è l'oggetto del capriccio, ma la modalità che viene usata per esprimere malcontento è la stessa.
Analizziamo bene ciò che è accaduto ed esprimiamolo solamente con parole un tantino diverse: "la vita non mi può dare ciò che chiedo, o comunque ORA non posso ottenere ciò che VOGLIO, allora io GIRO LE SPALLE, decido di non essere più in relazione con quella parte di mondo, DECIDO DI PERDERE ADERENZA CON LE COSE VOLONTARIAMENTE e RIPROMETTO A ME STESSO CHE METTERÒ IN PRATICA UN COMPORTAMENTO DUALISTICAMENTE OPPOSTO ALLA PRIVAZIONE CUI SONO STATO COSTRETTO", quindi "SE NON POSSO OTTENERE QUEL POCO CHE CHIEDO, ME NE VADO E NEL POSTO DOVE ANDRO' FARO DI TUTTO PER OTTENERE ANCORA DI PIÙ DI QUELLO CHE NON HO POTUTO AVERE QUI!"
 
Simpatico!
Come vedete il concetto rimane lo stesso.
 
Riconoscete questo comportamento?
 
Negli adolescenti questo modo di ragionare si trasforma un pochino, il figlio ormai diciottenne litiga col genitore che lo vuole di ritorno a mezzanotte, e lui PER SFREGIO torna all'una di notte, oppure SEMPRE PER DISPETTO REATTIVO, prima di arrivare a casa si fa dare un passaggio in moto da un amico CHIEDENDOGLI ESPRESSAMENTE DI CORRERE A PIÙ NON POSSO E IMPENNARE SULLA STRADA.
 
"OTTERRÒ PER ME STESSO PIÙ DI QUELLO CHE TU MI HAI NEGATO" 
 
Questo grande desiderio di ottenere di più, prende vita nell'attimo in cui l'emozione di rabbia si scatena.
Questo bisogno, questo desiderio estremo prima non c'era, non lo sentivamo affatto addosso e comunque non in quella maniera!
Non è un vero bisogno!
Non stiamo esprimendo un vero bisogno che, dovrebbe, come tutti i desideri, CONDURCI AD OTTENERE FELICITÀ.
Se fosse stato un legittimo bisogno di esprimere se stessi, nulla di male, ma il problema e che questa reazione nasce proprio come dispetto pensato CONTRO l'altra persona, ma che stupidamente NOI STESSI METTIAMO IN ATTO CONTRO NOI STESSI.
È solamente uno sfogo, un modo per GRIDARE AL MONDO IL NOSTRO DISAPPUNTO.
 
Quando poi ci troviamo di fronte una libertà maggiore, senza nessuno che ci frena, senza nessuno che ci dice cosa fare, chi VIVE ABITUALMENTE SEGUENDO L'ONDA DEL COMPORTAMENTO REATTIVO si mette davvero nelle condizioni di compiere quei gesti estremi che dichiarava a gran voce da tempo.
 
L'emozione in questo caso fa da "TRIGGER", cioè da innesco.
Parte tutto da quella particolare EMOZIONE DI RIVALSA, che sentiamo divamparci dentro come un incendio che lambisce ogni parete di un possente edificio, facendosi largo stanza per stanza finché non brucia ogni cosa...e non rimane più nulla!
 
L'emozione che fa da innesco nasce dalla INCAPACITÀ DI MANTENERE ADERENZA CON I SOGGETTI (INDIVIDUI E/O COSE), COINVOLTI NELLA SITUAZIONE.
 
È stato studiato che i bambini che più si lasciano dominare da questi comportamenti reattivi sono bambini che hanno assistito molto spesso in famiglia a scene in cui il padre o la madre al termine di un litigio adottavano come comportamento abituale lo sbattere la porta in faccia al coniuge per andare ad imprecare contro di lui in un'altra stanza, magari facendosi vedere dai figli (in quelle situazioni, ovviamente, perdendo il controllo, perdendo quella aderenza con il contesto, è normale che della sensibilità dei figli non ti importa nulla, LA TUA MENTE È ALTROVE), e soprattutto FACENDOSI VEDERE MENTRE AGIVANO IN MODO IRRAZIONALE E REATTIVO.
 
Questa modalità comportamentale infatti viene appresa in età molto precoce; i bambini piccoli sono molto abili nel far proprie emozioni complesse IMITANDO I GESTI, LE PAROLE, I TONI DI VOCE VISTI E SENTITI DAI GENITORI.
Quello che il bambino APPRENDE IMITANDO IL GENITORE è proprio tutta la RECITA che inizia con il sentirsi OFFESO, LIMITATO, e RICORRE ALL'UNICO MODO CHE CONOSCE PER ELABORARE QUELLA EMOZIONE, cioè andare via, TAGLIARE EMOTIVAMENTE I PONTI CON QUELLA PERSONA, sbattergli la porta in faccia e TRONCARE OGNI CONTATTO, OGNI ADERENZA.
 
Questo comportamento in Psicologia Comportamentale si chiama CUT-OFF BEHAVIOUR, cioè COMPORTAMENTO DEL TAGLIARE-VIA (diciamo che in gergo tecnico corrisponde al nostro "sfanculamento")...
Il problema nasce dal fatto che essendo un comportamento NON LUNGIMIRANTE, alla lunga NON CI FA PER NIENTE BENE.
 
L'uomo nasce e vive CONTINUAMENTE NELLA RELAZIONE, e se INSEGNIAMO AI BAMBINI CHE LA RELAZIONE E' QUALCOSA DI PESANTE, DI LIMITANTE E SOPRATUTTO SE GLI INSEGNIAMO CHE LA RELAZIONE CON LE COSE DEL MONDO È UN ASPETTO FACOLTATIVO del mondo, allora quello che gli stiamo insegnando è esattamente come autodistruggersi nel giro di qualche anno.
 
IL CUT-OFF BEHAVIOUR INSEGNA ALLA NOSTRA MENTE CHE LA VIA PIÙ SEMPLICE È SCAPPARE DALLE RELAZIONI.
Perché è semplicemente la reazione più immediata, più diretta, l'azione più semplice da fare.
 
LA VITA È ADERENZA CON LE COSE, LA VITA È RELAZIONE, e l'assenza di contatto corrisponde alla MORTE.
Quando saremo morti non avremo più nessuno che ci abbraccerà, che ci darà calore fisico; ma ora che siamo vivi, il nostro stesso corpo vive continuamente di relazione fra le cellule, e le cellule con i tessuti, gli organi con le energie di questo mondo, CON LE PERSONE DI QUESTO MONDO, TUTTO È RELAZIONE.
Le piante, i microorganismi, gli insetti, gli animali di qualsiasi complessità e specie SONO TUTTI IN CONTINUA E INCESSANTE ADERENZA E RELAZIONE FRA LORO.
 
Se il bambino entra nell'ottica che di fronte ad una imposizione di un adulto può permettersi di compiere una ALLONTANAMENTO IMMEDIATO DALLA RELAZIONE come SOLUZIONE DI QUEL RAPPORTO, da adulto vedrà come soluzione immediata e più semplice quella di SCAPPARE OGNI QUAL VOLTA SI TROVERÀ DI FRONTE AD UNA AUTORITÀ CHE GLI IMPORRÀ UNA QUALCHE RESPONSABILITÀ.
 
Questa autorità potrà essere LA SCUOLA CHE GLI IMPORRÀ DI STUDIARE IN UN CERTO MODO E CON TEMPI NON DECISI DA LUI O LEI, potrà essere IL FIDANZATO O LA FIDANZATA CHE GLI CHIEDERÀ DI AGIRE IN CONFORMITÀ A CERTE ESIGENZE DEL VIVERE IN COPPIA, potrà essere IL CERCARE LAVORO IN UN CERTO MODO STABILITO DALLA CONDIZIONE ECONOMICA E POLITICA DEL PAESE, ecc,ecc.
 
Insomma, la vita è un MANTENERSI SEMPRE ADERENTI SOPRATTUTTO ALLE DIFFICOLTÀ del vivere.
 
Quanti uomini e quante donne trovano più "semplice" abbandonare la famiglia, abbandonare di punto in bianco la moglie o il marito, i figli, perché a sentir loro: <<Si erano sentiti offesi>>?.
 
Lo "sfanculamento" facile, purtroppo, è INDICE DI IMMATURITÀ RELAZIONALE!
 
Ma il problema è che SUBITO DOPO il CUT-OFF, avviene un secondo comportamento ABERRANTE che è il PENSARE DUALISTICAMENTE.
Cioè per OPPOSTI.
 
Mi neghi TOTALMENTE l'oggetto A? (che io desidero ardentemente...), e allora io prendo SOLO E TOTALMENTE L'OGGETTO A, portando tutto all'estremo e SOPRATUTTO LO FACCIO DI NASCOSTO DA TE!
 
Se mi neghi una cosa l'opposto del non averla avuta qual' è? L'AVERLA AL MASSIMO, L'AVERLA INCONDIZIONATAMENTE!.
Qual'è l'opposto di un limite? La ricerca di una LIBERTÀ TOTALE!
 
Perché spesso si sente dire che verso i 40-50 anni tutti gli uomini, durante la famosa "crisi di mezza età", di punto in bianco DESIDERANO LE MOTO, MEGLIO SE UNA HARLEY DAVIDSON?
Perché IL MITO DELLA MOTO E IN PARTICOLARE DELLA HARLEY È QUELLO DELLA LIBERTÀ ASSOLUTA, È IL SIMBOLO DELL'UOMO CHE VUOLE TAGLIARE TUTTE LE CORDE CHE LO HANNO LEGATO AI DOVERI DEL MONDO FINO A QUEL MOMENTO. 
Ovvio che se la FAMIGLIA, IL LAVORO, I PARENTI sono stati vissuti come "CORDE", ad un certo punto, dopo che per anni ti sei AUTO-ALIMENTATO QUESTA FANTASIA, ad un certo punto vuoi scappare via!
Il pensiero dualistico si manifesta perché una persona normale direbbe: <<ok, sono stanco, ho bisogno di farmi una vacanza, voglio distrarmi, mi faccio un viaggio per RESTARE ADERENTE AD ALTRI PIACERI, DIVERSI, almeno per un po' di tempo>>, invece quando si è pervasi dal modo di pensare dualistico PENSI CHE CIO' DI CUI HAI BISOGNO È UNA LIBERTÀ TOTALE E INCONDIZIONATA VERSO TUTTO E TUTTI!
 
Cosa vuoi essere? 
Un gabbiano che vola alto nel cielo?
Una nuvola che si fa portare dal vento?
Vuoi essere cosa? 
Vorresti diventare una essenza impalpabile, che nessuno può afferrare?
 
Diventano fantasie fortemente devianti quando alimentate da una scelta cosciente!
Ti rovinano la vita sul serio!
È come alimentare costantemente un CANCRO che invece di consumarti un organo, TI CONSUMA LA MENTE.
PRIMA O POI TI ARRIVA IL CONTO DA PAGARE PER TUTTE QUELLE FANTASIE CHE HAI SCELTO DI NUTRIRE DENTRO DI TE.
 
La vita è fatta continuamente di piccoli e grandi problemi che nascono dall'aderenza con le cose di questo mondo e DEVONO ESSERE RISOLTI TRAMITE QUELLA STESSA ADERENZA CHE LE HA GENERATE.
Di fronte ad un problema, ANCHE SE SIETE STATI ABITUATI A SBATTERE LA PORTA IN FACCIA ALL'ALTRA PERSONA, TRATTENETEVI, guardatela negli occhi, ESAMINATE LA SITUAZIONE, imparate a conoscere LE REGOLE DEL GIOCO di ogni situazione in cui vi trovate a vivere!
 
Una volta un Maestro in Cina mi spiegò una cosa che, dopo, mi sono accorto essere di una profondità incredibile!
Racconta proprio quello che vi sto trasmettendo con questo articolo.
Mi disse: <<Hai fatto caso che ci sono alcune persone che quando si muovono, tendono a sbattere continuamente contro gli oggetti? Porte, spigoli dei tavoli, sedie? Ogni volta che si muovono, anche camminando lentamente nella propria casa, tendono ad urtare un po' qui e un po' li...sai perché accade? Quando vedi una persona così, vai da lei e se hai abbastanza confidenza, fagli un sorriso, se puoi abbracciala. Quando una persona sbatte continuamente contro gli oggetti che la circondano è perché ha abituato il proprio inconscio a non prestare più attenzione agli oggetti e alle distanze di questo mondo. La sua mente è stata abituata a "mandare al diavolo" tutto e tutti! E lo ha fatto cosi spesso che ormai i suoi occhi neanche si curano più dell'importanza delle cose che ha davanti, col risultato che urta e sbatte, FACENDO PERÒ MALE AL SUO CORPO CONTINUAMENTE>>.
 
Nel tempo ho ripensato più volte a questo insegnamento...
Perché alcune persone sbattono continuamente contro gli oggetti?
È proprio vero!
A furia di "CONCEDERTI IL LUSSO DI MANDARE AL DIAVOLO LE PERSONE" si finisce col non avere più amici!
E siccome spesso è proprio con i parenti che si litiga più spesso e i parenti stretti non puoi decidere di non vederli più, DIVENTI CIECO VERSO TUTTO E TUTTI! COME REAZIONE!
Un amico ti dice cose che non vorresti sentirti dire? MA SI, MANDIAMOLO AL DIAVOLO, ELIMINIAMOLO DALLA NOSTRA VITA!
La tua ragazza ha iniziato a diventare insistente e più appiccicosa, MA SI, SBATTIAMOGLI LA PORTA IN FACCIA, senza cercare di recuperare o modificare alcun rapporto!
 
Persone del genere sono alla continua RICERCA DI PERSONE IDEALMENTE PERFETTE, PECCATO CHE QUESTA "PERFEZIONE" SI TRADUCA NEL CERCARE PERSONE CHE GLI DANNO COSTANTEMENTE RAGIONE!
Nessuno può corrispondere ad un simile caratteristica.
Ci saranno sempre, prima o poi, punti di vista differenti, ed ecco che di nuovo si deciderà di tagliare via i ponti e via nel cercare altre persone che ci danno ragione.
 
Questo accade spesso con i medici: ci sono persone che invece di andare dal medico per CHIEDERE una diagnosi, la diagnosi già ce l'hanno in mente e vanno di studio medico in studio medico ad interpellare più medici possibili finché non trovano uno che CONFERMA LA LORO DIAGNOSI, QUELLO SARA' ALLORA IL MEDICO PIÙ BRAVO DEL MONDO!
 
Persone del genere, quando le senti parlare, si esprimono spesso con frasi del genere: <<IO MI CIRCONDO SOLO DI PERSONE POSITIVE>>, oppure <<INTORNO A ME HO SOLO GENTE DI VALORE>>, <<IO MI SCELGO BENE LE PERSONE DA FREQUENTARE>>, ecc, ecc...
 
Ovviamente è giustissimo e sacrosanto VALORIZZARE LE PERSONE PIENE DI BUONI SENTIMENTI E RESTARE IN AMICIZIA, è giustissimo SCEGLIERE DI PASSARE PIÙ TEMPO CON PERSONE CHE CI FANNO STARE BENE, ma attenzione al CUT-OFF! 
È subdolo, è seducente, è semplificante!
Quando inizi ad agire in quel modo, spesso poi riprendi a sceglierlo come comportamento standard, E NON TE NE ACCORGI!
 
Noi che cerchiamo di ambire al COSTANTE E CONTINUO MIGLIORAMENTO PERSONALE, dobbiamo far caso a questi comportamenti, NON POSSIAMO ACCETTARE QUALSIASI IDEA CHE CI VIENE IN MENTE O CHE ASCOLTIAMO DAGLI ALTRI, perché le persone raccontano sé stesse e spesso lo fanno SENZA COMPRENDERE CHE I PENSIERI SONO COSE! E COME TUTTE LE COSE, DEVI STARE ATTENTO A COME LE USI! ;-)
 
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Alla prossima settimana
 
 
Fabrizio F. Caragnano
Professional Mental Coach