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Buon Mercoledì e bentornato al nostro SECONDO appuntamento con i DUALISMI DEL COACHING. :-)
 
Ho voluto iniziare a scrivere questi articoli per svelare alcuni comportamenti, spesso INCONSCI, che i MENTAL COACH e i LIFE COACH adottano, senza pensarci, perché si basano su alcuni MODELLI DI PENSIERO molto diffusi, soprattutto ALL'INTERNO DEL MONDO DELLA CRESCITA PERSONALE STESSA.
 
Molte persone che hanno letto la PRIMA PARTE DELL'ARTICOLO, pubblicata la settimana scorsa, mi hanno scritto dicendomi che compito di un bravo LIFE COACH è proprio quello di TIRAR FUORI LA VERITÀ dal Cliente e non dire al Cliente COSA SAREBBE BENE PER LUI FARE, anche perché esistono altre figure ALTAMENTE SPECIALIZZATE nel dire agli altri cosa è giusto e cosa non è giusto fare (l'amico del cuore, la mamma, il prete, ecc... ;-) ).
IL COACH NON DISPENSA CONSIGLI!
 
La maggior parte delle Scuole di Formazione di Coach insiste molto nell'insegnare che non si deve mai indurre il Cliente ad adottare il nostro modo di vedere le cose, perché il compito principale di un LIFE COACH è quello di TIRAR FUORI le soluzioni dal Cliente e MAI metterci dentro le sue!
Il Cliente non va dal Coach per SAPERE COSA FARE, ma per ESSERE ALLENATO A PERSEGUIRE CON DETERMINAZIONE CIÒ CHE, PER LUI, È BENE FARE, e deve arrivarci a capirlo da solo, altrimenti tutto rimane nella sfera della razionalizzazione astratta.
IL CLIENTE DEVE PERCEPIRE SULLA SUA PELLE LA FORZA DELL'AGIRE!
 
Il problema è che spesso il Cliente adotta MODELLI DI PENSIERO depotenzianti, disfunzionali, inadatti al compito che si accinge a compiere, come fare quindi per INDIRIZZARLO SULLA GIUSTA STRADA?
 
È qui, proprio in questa domanda, che È POSTA TUTTA LA BRAVURA E LA PROFESSIONALITÀ DI UN MENTAL COACH.
 
Esistono molte tecniche che appartengono alla COMUNICAZIONE TRASFORMAZIONALE, cioè a quella branca della comunicazione che studia il modo in cui POSSIAMO MODIFICARE IL COMPORTAMENTO DI UNA PERSONA facendo percorrere, alla persona stessa, un percorso di consapevolezza attraverso le conseguenze delle sue stesse idee.
A questo scopo si utilizzano METAFORE, CONTRADDIZIONI, PARADOSSI, ESEMPI TRASFORMATIVI, ecc.
 

Il Cliente non va dal Coach per SAPERE COSA FARE, ma per ESSERE ALLENATO A PERSEGUIRE CON DETERMINAZIONE CIÒ CHE, PER LUI, È BENE FARE.

Cosa accade però quando il Coach adotta egli stesso un MODELLO DI PENSIERO DISFUNZIONALE?
Accade che quando il Cliente andrà ad elicitarlo (cioè ad esporlo, a trasmetterlo con qualche esempio al Coach), in seduta di Coaching, il Coach lo APPROVERÀ INCONSCIAMENTE, compiendo uno degli errori più grandi che un Coach può fare, RAFFORZARE UN MODELLO DI PENSIERO DISFUNZIONALE NELLA MENTE DEL CLIENTE.
 
Con quanti modi un Coach può RAFFORZARE un MODELLO DI PENSIERO DISFUNZIONALE?
Principalmente può farlo in DUE modi differenti:
 
coaching1) Rafforzamento tramite MANCANZA DI REAZIONE.
 
I Clienti non conoscono l'ETICA del Coaching, e non sanno cosa il Coach deve e non deve fare, quindi la maggior parte dei Clienti si rivolge ad un Mental Coach raccontandogli determinate cose basandosi sugli stessi schemi di pensiero che utilizza nel dialogo comune, ed uno dei principi basilari del dialogo e che se ti dico una cosa che per me è dubbia e tu non reagisci, vuol dire che in qualche modo la mia idea non è poi così sbagliata.
Se ti dicessi che ieri, per rabbia, ho tagliato le gomme all'auto del vicino, e tu non fai una piega, che cosa dovrei pensare?
Che questa azione per te non è poi così scandalosa, non è poi tanto sbagliata, non reagisci, vuol dire che IN QUALCHE MODO L'APPROVI, ALTRIMENTI (la maggior parte delle persone ragiona così), ME LO DIMOSTRERESTI DICENDOMI <<CHE CAVOLO HAI FATTO?>>.
In questo caso, l'impassibilità (visiva, da parte del Cliente), del Coach viene giudicata come un rafforzamento del mio comportamento.
Ovviamente non stiamo parlando di AZIONI ECLATANTI come quella dell'esempio di cui sopra, ma stiamo parlando di LIVELLI DI PENSIERO adottati dal Cliente, che avranno ripercussioni a breve e a lungo termine sui suoi successi; quindi IL MODELLO DI PENSIERO del Cliente, se non viene prontamente "smascherato", viene percepito come approvato inconsciamente.
 
2) Rafforzamento tramite CENNO DI ASSENSO.
 
Quando ascoltiamo una persona, siamo soliti, di tanto in tanto, fare un breve cenno di assenso con la testa, che però non significa sempre <<Sono d'accordo con te>>, ma significa solamente <<Vai avanti, ti sto ascoltando>>.
Purtroppo però, davanti a noi, abbiamo un Cliente che ci osserva, che è venuto da noi con delle aspettative, e quando vede i nostri movimenti con la testa, può pensare che lo stiamo approvando.
Nella maggior parte delle Scuole di Formazione si fa questo esempio: Il Cliente ci dice <<Non sarò mai bravo a svolgere questo compito>>, e il Coach, magari preso dal discorso, incautamente fa un cenno di si di con la testa.
È FINITA!
Il Coach ha rafforzato quella convinzione al Cliente.
Questo esempio, però, È TROPPO ECLATANTE!
Sebbene abbia visto, personalmente, Coach fare questo errore, l'errore che più mi preme di far notare in questa sede è quando IL CENNO CON LA TESTA VIENE FATTO SU LIVELLI DI PENSIERO PIÙ SUBDOLI, espressi dal Cliente.
Ad esempio, analizza con me questa frase: <<Mario non mi aiuta mai a migliorarmi, eppure è il mio MIGLIORE AMICO!>>
Se il Coach non dice nulla (Rafforzamento tramite MANCANZA DI REAZIONE), oppure fa un lieve CENNO DI ASSENSO con la testa, sta CONFERMANDO UN PERICOLOSO DUALISMO nella testa del Cliente.
 
affetto strumentaleIl DUALISMO IN QUESTIONE è quello che nel COACHING DIMENSIONALE, chiamiamo DUALISMO DELL'AFFETTO STRUMENTALE.
 
Purtroppo all'interno del MONDO DEL MIGLIORAMENTO e della CRESCITA PERSONALE è un dualismo abbastanza diffuso.
Moltissime persone finiscono per confondere l'AFFETTO con L'APPROVAZIONE. Questo dualismo infatti si basa sul credere vera questa frase (o frasi analoghe): <<Se mi vuole DAVVERO bene, mi deve aiutare a MIGLIORARMI>>, oppure <<Perché mi OSTACOLA? Allora NON MI VUOLE DAVVERO BENE>>.
Il DUALISMO ti impedisce di vedere le MILLE SFUMATURE fra questi due APPARENTI OPPOSTI.
Una persona può volerti bene e PROPRIO PER QUESTO MOTIVO, indurti a VEDERE LE COSE IN MODI DIVERSI?
O ancora, QUANTI MODI DAI ALLE PERSONE CHE TI VOGLIONO BENE DI FARTI CAPIRE CHE STAI SBAGLIANDO?
 
Quest'ultima È UNA DOMANDA MOLTO POTENTE, fa parte di una categoria particolare di DOMANDE CHE INDUCONO AD UNA FORTE PRESA DI CONSAPEVOLEZZA, e che iniziano più o meno tutte con <<QUANTI MODI DAI/OFFRI A QUELLE PERSONE...PER....?>>
Infatti tutti noi, come Esseri Umani, all'interno delle nostre relazioni, INDUCIAMO DETERMINATI COMPORTAMENTI e ALLO STESSO TEMPO, siamo INDOTTI A COMPORTARCI secondo le volontà degli altri.
Questa si chiama RELAZIONE! :-)
Quanto siamo consapevoli, però, dei modi che induciamo agli altri?
E se le persone che ci vogliono bene si sentissero FRENATE a dirci le loro opinioni perché comunichiamo loro LA NOSTRA SUSCETTIBILITÀ?
E se comunichiamo a loro che siamo persone ANSIOSE?
Come gestirebbero I TEMPI DELLA VERITÀ delle cose?
Sarebbero tentati a dirci le cose preoccupanti subito, oppure STIAMO COMUNICANDO LORO DI PRENDERE TEMPO e magari di DIRCI LE COSE UN PO' PER VOLTA?
La responsabilità di tutto ciò È DAVVERO SOLAMENTE LORO? OPPURE SIAMO ANCHE NOI RESPONSABILI DELLE SCELTE CHE COMPIONO, quando si relazionano con noi?
 
Il DUALISMO DELL'AFFETTO STRUMENTALE è uno di quei dualismi che può falsare tantissimo i rapporti di amicizia fra le persone, anche fra amici e amiche di vecchia data!
Pensate ai rapporti di CONVIVENZA! 
 
Quante volte diamo la colpa agli altri per il MODO in cui ci dicono certe cose? 
Forse dovremmo guardarci maggiormente dentro e porci quella fatidica domanda, <<FORSE SONO IO CHE GLI INDUCO QUESTI COMPORTAMENTI?>>.
È vero che bisogna CIRCONDARSI DI PERSONE MOTIVANTI e che ci fanno sentire bene, ma NON PER QUESTO BISOGNA INSERIRE TUTTE LE PERSONE IN QUESTO FILTRO, per capire se provano affetto oppure no.
Conosco molti Coach che inducono pesantemente questo dualismo nei propri Clienti, SPINGENDOLI A ROMPERE RAPPORTI con persone che conoscono da tempo SOLAMENTE PERCHÉ HANNO OPINIONI DIFFERENTI sull'operato del Cliente; magari lo hanno criticato un paio di volte, magari hanno cercato di fargli capire quanto fossero assurde certe idee, e lì la SUSCETTIBILITÀ prende, spesso, il sopravvento.
 
CREDO FERMAMENTE CHE NON SI PUÒ GIUDICARE UN AMORE O UN'AMICIZIA UTILIZZANDO IL METRO DELL'AFFETTO STRUMENTALE!
 
piaceriVediamo un QUARTO DUALISMO, lo chiamo DUALISMO DEL PIACERE VACUO.
 
Il DUALISMO DEL PIACERE VACUO è quel modo di pensare che ti fa agire solamente quando IL PIACERE È PRIVO DI ASPETTI MULTIDIMENSIONALI.
La persona pensa al piacere come PIACERE PURO, incontaminato, diretto, semplice.
Se sente che DEVE FARE UNA COSA, già gli piace di meno perché quel "DEVE" è un ulteriore aspetto dimensionale del piacere che, però, NON SA GESTIRE.
 
Chiediti,adesso, quanti modi hai per PROVARE PIACERE nel fare una determinata cosa?
 
Ad esempio, molte persone CREDONO che chi va a correre regolarmente, durante la settimana, PROVI UN PIACERE DIRETTO, SPECIFICO, nello svolgere quell'attività.
Queste persone si chiedono: <<MI PIACE correre?>>, magari rispondono di no e quindi non iniziano mai un'attività nuova ed interessante come quella del correre regolarmente per mantenersi in forma migliore.
 
COME TUTTI I DUALISMI, QUESTO MODELLO DI PENSIERO TI IMPEDISCE DI COGLIERE MILLE ALTRE SFUMATURE.
Moltissime persone che vanno a correre regolarmente, paradossalmente NON AMANO CORRERE, ma lo fanno perché amano VEDERE IL PAESAGGIO CHE SCORRE INTORNO A LORO, amano la SENSAZIONE DELL'ARIA FRESCA CHE RIEMPIE I POLMONI, AMANO LA SENSAZIONE DEI MUSCOLI CHE SI CONTRAGGONO E SI RILASSANO durante la corsa, alcuni ADORANO LETTERALMENTE LA SENSAZIONE DI ALLENAMENTO ALLA FINE DELLA CORSA, magari altri ancora AMANO INCONTRARE QUELLA RAGAZZA O QUEL RAGAZZO CONOSCIUTO DURANTE L'ALLENAMENTO, altri ancora possono amare altri aspetti della corsa PUR NON AMANDO LA CORSA IN SÉ! :-)
Tutte queste sfumature poi appartengono al PRESENTE, ma esiste anche la DIMENSIONE FUTURA, fatta di tanti PIACERI DESIDERATI, più LUNGIMIRANTI, cui la sola idea può spingere ad agire, infatti LA SOLA IDEA DI ESSERE IN FORMA, per molti, è di fatto un PIACERE ENORME che spinge a correre regolarmente.
 

Una volta che hai compreso questo, continuare a chiederti <<MI PIACE O NON MI PIACE FARE QUELLA COSA...?>>, non ha veramente più senso, perché QUELLA EVENTUALE MANCANZA DI PIACERE DIRETTO, CHE PERCEPISCI, È CAUSATA PRINCIPALMENTE DALL'IGNORARE LE MILLE SFUMATURE, che potrai comprendere appieno solamente provando quell'attività almeno per 4 o 5 volte (spesso infatti provare solo una volta non è sufficiente a capire tutte le possibilità di piacere).
Se hai ben compreso questo dualismo capirai bene perché nel COACHING DIMENSIONALE, non ha senso alcuno credere che, come purtroppo dicono molti, CIÒ CHE PERCEPISCI VERO SIA DAVVERO LA VERITÀ.
Ciò che PERCEPISCI VERO può essere il risultato di MILLE ABERRAZIONI OTTICHE, con cui convivi da anni, che DISTORCONO di molto la tua visione del vero!
 
dare esempio smallSe è vero che in SESSIONE DI COACHING il Coach può limitare tantissimo la sua DICHIARAZIONE DI CREDENZE ED OPINIONI, al Cliente, è pur vero che i COACH HANNO DEI SITI WEB (come il mio ad esempio), IN CUI SCRIVONO ARTICOLI, ESPLICITANO IL PROPRIO MODUS VIVENDI E PENSANDI, scrivono e diffondono il proprio modo di vedere la vita, inoltre ORGANIZZANO CONFERENZE E CORSI, in cui ancora una volta SI RENDONO VETTORE ATTIVO E ESPLICITO DI PRECISI VALORI E MODELLI DI PENSIERO.
Tutte queste attività non finiscono, forse, per INFLUENZARE, il modo di vivere del Cliente?
 
Ovviamente sì!
Si potrebbe addirittura parlare di BIGOTTISMO di certi LIFE COACH, che da un lato INSISTONO, FINO ALL'ECCESSO, NEL DIRE CHE UN VERO COACH NON INFLUENZA MAI IL CLIENTE, poi però PUBBLICANO RIVISTE, ARTICOLI e organizzano CONFERENZE IN CUI DIFFONDONO LA PROPRIA VISIONE DEL MONDO E DI QUELLO CHE, PER LORO, È IL MODO MIGLIORE PER AFFRONTARE GLI ASPETTI PIÙ IMPORTANTI DELLA VITA.
Ovviamente a quelle conferenze, ci vanno anche i loro stessi Clienti!
 
Personalmente credo fermamente che LA TRASMISSIONE DELL'ESEMPIO AVVIENE SEMPRE, a tutti i livelli, sia nel bene che nel male; PRENDENDO CONSAPEVOLEZZA DI QUESTA INELUTTABILITÀ, un bravo Mental Coach dovrebbe, prima di tutto, FORMARE PERFETTAMENTE SE STESSO in modo da poter offrire sempre LA PARTE MIGLIORE DI SÉ AL CLIENTE! :-)
 
Continueremo questo argomento con la TERZA PARTE, il prossimo MERCOLEDÌ, esaminando altri TRE DUALISMI che spesso vengono tacitamente approvati, se non addirittura trasmessi, dal mondo del MIGLIORAMENTO PERSONALE e che, una volta smascherati, sarà facilissimo riconoscere ed evitare.
 
Al prossimo MERCOLEDÌ
 
Fabrizio F. Caragnano
Professional Mental Coach