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tasse_università
In questo articolo leggerai cose scomode!
In questo articolo leggerai idee che se attuate, in ciascuno di noi, potrebbero rivoluzionare il nostro consueto modo di vivere e di apprendere.
Quello che troverai descritta è una fotografia dell'attuale sistema educativo scolastico alla luce dei moderni studi sulla pedagogia e sulla psicologia dell'apprendimento.
L'attuale sistema scolastico ormai è diventato obsoleto e capirai fra poco perché sto dicendo questo.
 
Iniziamo facendoci qualche domanda...
Perché mandiamo i bambini a scuola a studiare?
Se tu sei un genitore, sicuramente ti sarai informato sulle scuole migliori della tua zona, della tua città.
Perché hai questo interesse?
 
E ancora...
Quali scopi ha, o dovrebbe avere, lo "studiare" per un giovane?
 
Siamo certamente d'accordo sul fatto che non esiste una sola risposta a questa domanda.
 
Mandiamo i figli a scuola perché in questo modo possano apprendere la nostra cultura e tramandarla alle generazioni successive.
Questa è già una prima risposta.
Quando all'interno di un Paese il sistema scolastico fallisce nel trasmettere i principi di educazione alla conoscenza, i valori e la storia del proprio popolo, crescono giovani PRIVI DI IDENTITÀ CULTURALE.
Diversi studi hanno evidenziato una correlazione tra la MANCANZA DI UN'IDENTITÀ CULTURALE e la diffusione di fenomeni legati al razzismo e alla violenza fra i giovani.
La mente umana è fatta così; quando non conosci la storia del tuo popolo, quando non conosci i motivi e le ragioni per cui certi eventi sono andati in un modo e non in un altro, si diventa intolleranti verso chi rappresenta il diverso, perché nella confusione generale la mente ha bisogno di aggrapparsi a qualcosa, qualcosa che non conosce e non sa identificare bene.
Quel qualcosa, che non può essere la storia, diventa il colore della pelle, oppure determinati modi di parlare, di pensare o di vestire.
Le nazioni e gli Stati che hanno più cura nel trasmettere le proprie radici e nell'educare alla propria cultura le nuove generazioni, sono anche gli stessi che registrano minori casi di violenza e di intolleranza verso gli stranieri.
Quando conosci chi sei e da dove provieni, quando sviluppi una forte identità culturale, sviluppi anche una forte INTEGRITÀ PSICHICA, e allora dai DIGNITÀ anche alle culture e alle identità degli altri popoli: tu sei tu, loro sono loro, siamo diversi e uguali allo stesso tempo su piani dimensionali distinti. Quando i giovani si sentono "ben definiti" e rispettati all'interno della propria cultura, essi rispetteranno le altre culture perché non avvertiranno mai alcun senso di "minaccia" alla propria integrità psichica.

LA VIOLENZA RAPPRESENTA SEMPRE LA REAZIONE PIÙ IMMEDIATA QUANDO L'ESSERE UMANO SENTE MINACCIATA LA PROPRIA IDENTITÀ PSICHICA.

L'andare a scuola ha anche altre motivazioni.
 
Si studia perché in questo modo i giovani possano appropriarsi di conoscenze fisiche, biologiche e in generale scientifiche che permettano nuove scoperte e nuovi studi per far progredire scientificamente e tecnologicamente l'umanità.
Ma non esiste solo il progresso tecnologico: se non avviene anche un'evoluzione psichica, filosofica e umanistica la razza umana sarà inevitabilmente condannata all'autodistruzione, poiché ad ogni nuova conquista tecnologica deve corrispondere un'adeguata conquista psichica che spesso è anche etica e filosofica.
Ogni nuova tecnologia va inevitabilmente ad intaccare vecchi valori, vecchie credenze sullo stile di vita delle persone, su ciò che riteniamo giusto o sbagliato e persino sul concetto di vita e di morte.
Quando all'interno di una comunità il progresso tecnologico procede troppo oltre lasciando indietro la crescita etica e filosofica, quella comunità finirà per abusare di quelle tecnologie innescando un meccanismo che la condurrà inevitabilmente all'estinzione.
 
E ancora...
 
Mandiamo i figli a scuola perché in questo modo vorremmo assicurare loro un futuro economico, il più possibile stabile.
Ma quando le scoperte tecnologiche e le innovazioni negli usi e nei costumi che determinano l'economia generale di un Paese cambiano ad una velocità spaventosa come quella registrata negli ultimi 30 anni, ti rendi conto che ciò che vai a studiare a 15 anni sarà completamente diverso rispetto a quando ne avrai 40!
Ci sono ricerche che hanno messo in luce come questo fenomeno sia destinato ad accelerare ancora di più, secondo delle stime, almeno per i prossimi 150 anni!
Come puoi progettare degli studi, pensando ad ottenere delle competenze se poi quelle competenze non durano più di 20-30 anni?
 
Appare evidente che l'odierno sistema scolastico abbia fallito su tutti questi punti.
 
I giovani oggi vengono spinti ad intraprendere la carriera scolastica in base a delle vere e proprie menzogne che gli vengono dette e a cui vengono convinti, da genitori (in primis) e da altri attori della nostra comunità, come i professori e più in generale dallo Stato.
Lo Stato stesso non sa più come organizzare la "macchina" universitaria, che sta richiedendo sempre più fondi per la necessità della continua riorganizzazione interna, inoltre sono necessarie continuamente riforme su riforme, che spesso vengono fatte in modo tutt'altro che lungimirante, solo per mettere delle "pezze" e arginare fenomeni ed esigenze macroscopiche dei vari Atenei.
La verità è che per il lungo periodo c'è la confusione più totale.
 
I giovani si sentono ingannati (giustamente), non trovano motivazioni valide per intraprendere la carriera scolastica e si sentono sempre più "dispersi" in un mare di offerte formative che però non presentano alcuna continuità o sicurezza per un futuro che a malapena intravedono.
 
Vecchie professioni spariscono, ne stanno nascendo di nuove, ma quanto dureranno?
La concorrenza allo stesso tempo e spietata e avere un patrimonio familiare oggi fa tutta la differenza del mondo.
Chi ha alle spalle una ricchezza familiare può permettersi di "sbagliare" di più e passare da un corso di formazione ad un altro accumulando sapere e quindi competenze che potrebbero essergli maggiormente utili.
 
Il vecchio paradigma dell'impara subito una professione e specializzati prima che puoi in qualcosa di concreto, che si era strutturato nel dopoguerra in Italia ed è rimasto valido per tutto il boom economico degli anni '70 e '80 oggi è assolutamente limitante e frenante la crescita intellettuale dei giovani studenti italiani.
Nonni e genitori che non hanno compreso questa verità, ancora oggi spingono i propri figli ad intraprendere la carriera del padre o della madre, incuranti dei rischi che tutto questo comporta.
Non conoscendo le dinamiche sociali ed economiche, in maniera assolutamente miope, spingono le nuove generazioni a credere in un qualcosa che è stato fondamentale per loro, e solo per loro, ma che oggi corrisponde ad un fantasma, ad un miraggio percettivo che non avrà mai più motivo d'essere.
 
All'interno del sistema scolastico d'altronde si aggirano ancora insegnanti e professori che vivono in UN mondo ovattato e del tutto estraneo a questi cambiamenti epocali, che ancora trasmettono la propria conoscenza secondo modelli vecchi, trasmettendo un sapere stantio, fatto di ripetizioni continue dei concetti fino al tedio mentale degli studenti, di puro apprendimento mnemonico, di alienazione, e di un approccio troppo autoritario al metodo didattico (fai così perché io ti dico di fare così, non discutere!).
 
È interessante notare che i più grandi geni, i più grandi matematici e scienziati del 1600, del 1700 e anche del 1800, individui che hanno determinato davvero con i loro studi e le loro scoperte, l'evoluzione del mondo moderno, NON ERANO LAUREATI!
Un tempo le università pubbliche non c'erano e la massima concentrazione del sapere era custodita all'interno di librerie e sale, in monasteri gestiti dai gesuiti.
Se avevi la fortuna di studiare con un gesuita allora avevi accesso ad un vasto sapere.
Non esistevano le differenziazioni e le categorizzazioni moderne fra scienziati e ricercatori.
Si poteva essere fisici, matematici e filosofi allo stesso tempo, ANZI, ERA UNA CONSUETUDINE.
Lo stesso Isaac Newton che fu presidente della Royal Society di Londra era al contempo Matematico e Teologo, Astronomo e Filosofo, Alchimista e studioso della Fisica della Luce.  
Come lui Cartesio che era Matematico, Filosofo e Musicista e ancora Leibniz, Matematico, Filosofo, Logico, Linguista, Diplomatico, Giurista, Storico; Leonardo da Vinci, Pittore, Ingegnere, Anatomista, Musicista, Astronomo e potrei andare avanti per molto citando gli studi diversi ed eterogenei di quasi tutti gli scienziati del tempo.
 
Spesso si racconta agli studenti che OGGI NON È PIÙ POSSIBILE STUDIARE COSÌ TANTE MATERIE PERCHÉ LA CONOSCENZA DEL PASSATO ERA MOLTO PIÙ LIMITATA RISPETTO A QUELLA ODIERNA E QUINDI CIÒ GIUSTIFICA L'ACCANIMENTO ALLA SPECIALIZZAZIONE.
 
Ciò rappresenta un'evidente menzogna!
Ancora oggi i maggiori progressi nei vari campi del sapere si ottengono quando un ricercatore che è esperto già di suo in una determinata area del sapere, inserisce quelle conoscenze nel suo attuale ramo di ricerca e specializzazione accademica.
ballando nudi nel campo della mente
Kary Mullis, premio nobel nel 1968 nella chimica per aver definito la tecnica della reazione a catena della polimerasi, è medico, chimico e biologo, e in diverse interviste a dichiarato apertamente di essere riuscito letteralmente a "vedere" le reazioni che avvenivano tra polimeri grazie al fatto che assumeva LSD.
Nel suo libro "Ballando Nudi nel Campo della Mente", Mullis esprime chiaramente le sue idee riguardo al fatto che i progressi scientifici sono veramente possibili solo quando si fondono assieme discipline diverse che utilizzano metodologie e modelli di ricerca diversi. Da questa apparente diversità, l'individuo scopre una complementarietà dimensionale del sapere che gli permette di trovarsi in un'ottica che non è più solo quella di una disciplina o dell'altra, ma si trova all'interno di una "via di mezzo" all'interno della quale sono possibili vere e proprie rivoluzioni cognitive personali che inevitabilmente portano a nuove scoperte rivoluzionarie.
 
Edward Jenner, nel 1801 scopre la correlazione tra chi si ammalava di vaiolo e i mungitori di vacche (che ne erano immuni), e grazie a ciò inventa la vaccinazione contro il vaiolo, Jenner era medico e appassionato di etologia e fisica naturale, questa sua scoperta diede il via al concetto di vaccino salvando milioni di persone.
 
Alexander Fleming scopre la penicillina nel 1928 grazie al fatto che era Medico e Biologo, materia quest'ultima che è del tutto estranea all'interno degli attuali corsi di medicina.
Anche qui potrei continuare per molto...
 
Oggi, gli scienziati moderni, iper-specializzati nel proprio settore di ricerca, sono al massimo degli ottimi ESECUTORI DI PROTOCOLLI, ma non ottimi innovatori proprio a causa del rigido regime mentale all'interno del quale si sono formati.
 
Questo si chiama "Pensiero Laterale", "Pensiero Creativo" o "Pensiero Divergente" secondo la definizione che ne dà Sir Ken Robinson, consigliere internazionale sull'educazione per i governi e professore di Educazione all'Arte nell'Università di Warwick.
Il pensiero divergente è necessario perché altrimenti la nostra mente non è in grado di vedere oltre gli schemi che ci vengono insegnati nel percorso accademico.
Un'interessante esperimento compiuto da lui stesso alla fine degli anni '90 ha messo in luce come l'insegnamento accademico avesse come effetto proprio lo "spegnere" determinate aree cerebrali negli studenti, aree cerebrali connesse con la fantasia, con l'immaginazione e il pensiero creativo. 

È stato chiesto ad un gruppo di 200 bambini dell'asilo quanti modi potessero pensare per utilizzare una semplice graffetta per la carta.
Una persona normale può arrivare a pensare a 15 o 20, magari al massimo 30 modi, tutti molto logici e razionali ovviamente assolutamente realistici.
Ebbene il 98% dei bambini trovarono più di 100 utilizzi, cominciando a porsi queste domande: e se la graffetta fosse alta 10 metri? e se fosse fatta di schiuma? o di gomma? e se fosse microscopica?
Questo è il Pensiero Divergente!
Questo studio fu eseguito sullo stesso campione di bambini 5 anni dopo, come c'era da aspettarsi il condizionamento scolastico aveva iniziato a mostrare i suoi deleteri effetti, solo il 50% dei bambini riuscì ad arrivare ad un centinaio di utilizzi. Dopo altri 3 anni, durante le scuole medie fu rifatto lo stesso studio e la maggior parte dei bambini era ormai incapace di pensare in maniera divergente.
 
Normalmente siamo portati a pensare che quando siamo piccoli e possediamo una determinata abilità questa col tempo, con la crescita, sia destinata a migliorare, invece per quanto riguardava il pensiero divergente, la crescita negli studi produceva l'effetto opposto.
Più studiavano meno il loro cervello era in grado di "uscire dagli schemi".
 
Ormai le università, obbedendo all'imperativo economico sono diventate delle vere e proprie industrie, catene di montaggio in cui gli studenti vengono inseriti e inquadrati secondo standard prefissati, secondo metodi i valutazione conformizzati e standardizzati. Viene valutato il loro Q.I. in base a test cognitivi e della personalità, si creano giudizi sulla persona basandosi su pochi e limitati valori. Il sapere viene parcellizzato e classificato in base a nomenclature vecchie e obsolete.
Le università erigono muri che chiamano Facoltà, Dipartimenti, Corsi di Laurea in cui non esiste alcuno scambio di sapere o di metodologie. 
La trasmissione della conoscenza non si adegua alle nuove e reali necessità dell'individuo.
I curriculum sono tutti uguali.
La crisi del sistema educativo scolastico è ormai endemica e colpisce lo studente a tutti i livelli e in tutti i settori.

Nella mia esperienza di insegnante ed educatore, mi è capitato spessissimo di fare lezioni private a studenti del Liceo che erano a dir poco "terrorizzati" a studiare una materia su un libro di testo che non fosse quello assegnato dal professore.
L'obiezione che mi veniva posta era che: <<le cose dovevano essere dette come voleva il professore, e guai ad utilizzare concetti diversi presi da testi non approvati da lui>>!
Studiare su un testo diverso, seppur della stessa materia, è considerato da molti studenti una pura follia!
E i genitori, cosa tragica per me, erano compiacenti con i propri figli!
 
Credo fermamente che il potere del cambiamento sia nelle mani di ogni singolo educatore, professore, insegnante o maestro, che comprendendo quanto importante sia il continuo e costante aggiornamento professionale possa PRENDERE POSIZIONE all'interno dello spazio educativo che le Istituzioni gli offrono, e trasmettere nelle proprie lezioni una visione diversa e più trasversale alla conoscenza e possa costruire, all'interno delle relazioni con i suoi studenti, una sensibilità nuova verso un sapere evoluto che vada oltre i tecnicismi e i modelli della sua specifica materia.
 
Se questa rivoluzione è possibile, e sono sicuro che lo è, lo è unicamente all'interno di ciascuno spazio educativo individuale, pertanto è responsabilità univoca di ciascun rappresentante educativo abbracciare questa visione e permettere che tutto ciò accada.

Alla fine dell'articolo troverai un video molto interessante,dedicaci un po' di tempo per vederlo tutto :-)

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Alla prossima settimana ;-)
 
Fabrizio F. Caragnano
Professional Mental Coach