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Qualche giorno fa mi sono deciso ad accettare l'invito di alcuni miei parenti un po' alla lontana, in verità acquisiti per via di un mio cugino, che volevano da tempo organizzare una serata tutti insieme.
Durante la cena ho rivisto i figli, ancora molto piccoli, ma sicuramente cresciuti in fretta rispetto a quando li avevo visti in fasce la prima volta; avevano infatti già 7 e 8 anni, un bimbo e una bimba, in verità molto capricciosi e alquanto turbolenti nei modi di fare e di stare a tavola.
Perché vi sto raccontando questa storia nell'articolo di questo Mercoledì, vi starete chiedendo? :-)
Ebbene, perché mi permette, tramite questo breve antefatto, di giungere al momento topico che fu di quella serata...
Durante la cena, la bambina (di 8 anni) trova e prende dall'interno di un cassetto della cucina una serie di barrette di cioccolato e ritorna a tavola con noi, mangiandole tutta soddisfatta.
Il padre vedendo che in effetti stavamo ancora alla seconda portata, glieli toglie con velocità dalle mani, rimproverandola che, essendo non ancora terminata la cena, il tempo per il dolce non era ancora arrivato e sopratutto perché aveva preso del cioccolato dalla cucina senza chiedere il permesso né a lui né alla mamma.
La bambina inaspettatamente (!?) comincia a strillare e a sbattere i piedi con forza, alche abbiamo dovuto spostare i piatti dalla tavola per paura che li potesse sbattere a terra.
La bambina non voleva sentire ragioni, e insisteva a voler riavere a tutti i costi la sua cioccolata.

platone raffaelloI grandi Maestri del passato ci vengono sempre raccontati come individui "speciali", individui che sapessero operare scelte corrette attingendo a determinate parti di sé; come persone che, quando era necessario prendere delle decisioni o veniva loro chiesto di dirimere questioni, riuscivano a "vedere" i problemi in un modo diverso, in un modo privo di ansie e paure, in un modo privo di compulsività e scelte reattive.
Si potrebbe proprio dire che la caratteristica principale del "saggio Maestro", così come la descrivono più o meno tutti i racconti che ci sono pervenuti, sia proprio quella di saper utilizzare la propria esperienza come una banca dati di risorse, cui poter attingere al momento ed estrapolare le informazioni necessarie per esaminare una determinata questione, nella maniera più "obbiettiva" possibile.
Pensiamo alle storie che sono giunte fino a noi sul saggio Re Salomone che di fronte a questioni delicate e quasi irrisolvibili, riusciva a giudicare e al contempo elargire equità e giustizia fra i contendenti.
Pensiamo a grandi filosofi e saggi orientali come Confucio e Lao Tze che di fronte a guerre e turbolenti intrighi di palazzo, hanno saputo sempre "vedere" il bene nelle persone nonostante vivessero in contesti pieni di pregiudizi e sospetti, e, quando interpellati, hanno sempre saputo trovare soluzioni perfettamente adatte ed inerenti le questioni che dovevano essere risolte.
Le storie ci raccontano che il diventare Saggi coincide proprio con il saper prendere decisioni "senza avere occhi velati da emozioni fuorvianti".
Ma come si può ottenere questa condizione?
Più di 2000 anni di Filosofia della Mente ha determinato che noi come individui non possiamo desiderare una condizione dell'essere che sia priva di qualsivoglia emozione.
Pensaci, anche l'apatia stessa è un' emozione.
È una emozione anche l'equanimità, cioè il vivere con una emozione di fondo che sia sempre perfettamente equilibrata "tra emozioni opposte".
In qualsiasi condizione della mente ci troviamo, quella sarà un'emozione!
Sicuramente non esistono termini linguistici che possano nominare e descrivere TUTTE le emozioni, esse sono infinite, e così ogni lingua su questo pianeta definisce solamente ALCUNE emozioni principali, condivise dalla maggior parte di persone di quella particolare cultura, ad esempio emozioni condivise sono la GIOIA, la TRISTEZZA, la PAURA, l'OTTIMISMO, ecc...

growQuesta settimana ritorneremo a trattare un tema molto caro a chi come te studia per diventare Coach, ma soprattutto interesserà tutte quelle persone come te che, studiando Miglioramento Personale, cercano di destreggiarsi fra i diversi metodi di "Messa a punto degli Obbiettivi".
 
Eh sì, perché il primo passo necessario per ottenere qualcosa è proprio il modo in cui fissi i tuoi obbiettivi!
 
Di solito, scegli ciò che vuoi raggiungere in base al capriccio del momento?
Oppure consideri ciascuna opzione pensando alle REALI risorse in tuo possesso nel momento della vita in cui ti trovi?
Progetti tutto il percorso per raggiungere il tuo risultato desiderato?
Oppure compi azioni casuali, PIÙ O MENO, indirizzate verso il tuo obbiettivo?
 
Chi si occupa di Coaching sà bene quanto sia importante LA VISUALIZZAZIONE passo passo, di ogni step in cui decidiamo di suddividere le azioni per raggiungere i nostri obbiettivi.
Ma senza un modello chiaro che ci permetta una chiara RAPPRESENTAZIONE, spesso neanche il progettare le vacanze estive diventa fattibile :-)
 
Il 21 Maggio 2014 mi sono occupato di trattare per la prima volta l'argomento dei FRAMEWORK nell'ARTICOLO "INTRODUZIONE AI FRAMEWORK: COME DEFINIRE OBIETTIVI DI SUCCESSO", se non lo hai letto fallo subito: LINK DIRETTO.
In quella occasione ho analizzato il Framework S.M.A.R.T., utilissimo per la FORMULAZIONE STRATEGICA DEGLI OBBIETTIVI, ma la DEFINIZIONE di un obbiettivo è solo il primissimo passo, una volta BEN  FORMULATO bisogna che la persona comprenda COSA è necessario fare per raggiungerlo.
 
Ebbene in poche parole un FRAMEWORK (o "Modello") è un insieme di passi semplici, standardizzati, ma di ALTO VALORE STRATEGICO, utilissimi per definire il PROCEDIMENTO o PROCESSO, di CRESCITA e RAGGIUNGIMENTO DEI PROPRI OBBIETTIVI.
 
Il Framework che analizzeremo oggi è il famosissimo MODELLO G.R.O.W.  ("crescita").

Eccoci alla nostra quarta settimana di CRESCITA OLISTICA :-)
Questo Mercoledì ti voglio parlare di OSSERVAZIONE OLISTICA, cosa si intende per OSSERVAZIONE e quali sono i 3 NEMICI che incontrerai sul tuo cammino di RICERCATORE OLISTICO.
 
Il percorso di EVOLUZIONE PERSONALE che stai compiendo ti sta portando a scoprire, settimana dopo settimana, che non è facile essere ricercatori olistici semplicemente...perché "vuoi" esserlo ;-)
Il percorso interiore che bisogna compiere è tutt'altro che scontato e, passando attraverso la comprensione profonda dei meccanismi e delle dinamiche che regolano la tua psiche, ti stai accorgendo che devi allenarti quotidianamente per compiere quel "gradino", quel "salto" di sensibilità necessaria per poi saper INDOSSARE davvero quelle conoscenze su cui ti stai formando.
Come in tutte le cose, possiamo essere dei grandi studiosi teorici, dei grandi conoscitori della psiche, ma se poi noi stessi cadiamo come polli nelle trappole che la nostra stessa mente ci pone davanti, bèh , allora qualcosa non và...NON SIAMO COERENTI CON IL MODELLO CHE VOGLIAMO TRASMETTERE AGLI ALTRI.

Benvenuto al terzo appuntamento con gli OTTO PRINCIPI DA APPRENDERE PER DIVENTARE RICERCATORE OLISTICO (in qualsiasi ambito, ma noi ci occuperemo principalmente del fare RICERCA NELL'AMBITO DEL BENESSERE OLISTICO).
 
Nei due precedenti articoli, "DIVENTARE RICERCATORE OLISTICO: SENTIRSI ALLIEVI DI MAESTRI CHE NON CI CONOSCONO", e "DIVENTARE RICERCATORE OLISTICO: STUDIARE TUTTO UN SISTEMA PRIMA DI SALTARE AD UN ALTRO", ho voluto analizzare due principi che molti divulgatori "dimenticano" con grande leggerezza: se ti sei perso i primi due articoli, ti consiglio vivamente di andare a leggerli subito:
  1. LINK AL PRIMO PRINCIPIO
  2. LINK AL SECONDO PRINCIPIO 
Il tema di fondo di questi articoli, e ci tengo a ripetertelo per amore di chiarezza espositiva, è il CONOSCERE COME PENSIAMO, ma soprattutto SAPERE CHE ESISTONO DEGLI ERRORI COGNITIVI (come hai potuto leggere nello scorso articolo, sono errori presenti all'interno delle PRASSI DI RICERCA, sono detti anche ERRORI EPISTEMOLOGICI), che tutti i ricercatori fanno, perché appartengono al modo stesso in cui opera la mente, e per questo motivo, è necessario sviluppare grande CONSAPEVOLEZZASENSIBILITÀ INTROSPETTIVA, per accorgerci quando li stiamo commettendo.

Tu che studi CRESCITA PERSONALE sai bene che ci sono alcune materie e conoscenze, a volte anche un po' tecniche, che bisogna apprendere e comprendere, necessarie per poter sfruttare in modo efficace il tuo corpo e la sua biochimica.
Queste conoscenze riguardano infatti soprattutto la medicina e la fisiologia del nostro organismo: i cicli e le onde cerebrali sono fra queste conoscenze fondamentali che ti serviranno per migliorare le tue ore di sonno.
Bisogna studiare facendo molta attenzione alle fonti che si utilizzano, prediligendo testi e autori che hanno dato effettiva prova scientifica di quello che affermano.
Nelle librerie è pieno di testi che parlano di "aura", "corpi esoterici sottili", "chakra", ecc...alcuni di questi temi trovano radici effettivamente nelle conoscenze tradizionali di alcune culture, come quelle religiose buddhiste o indiane, che anche se non sono meramente "scientifiche" almeno sono state praticate e provate da migliaia di persone; purtroppo sempre più spesso questi temi vengono trattati con grande superficialità e soprattutto vengono spesso mischiati tutti assieme, andando a creare molta confusione nella testa del lettore.

fare un minestrone
Bentornato e buon Mercoledì :-)
L'articolo di oggi è lunghetto, pertanto ti consiglio vivamente di stamparlo oppure scaricarlo sul tuo Tablet/Smartphone così da poterlo leggere con calma perché sarà veramente pieno di contenuti ;-)
 
Oggi continuerò il tema che sta appassionando i lettori dalla scorsa settimana: OGNI SETTIMANA ILLUSTRERÒ UNO DEGLI OTTO PRINCIPI DI BASE NECESSARI per diventare un RICERCATORE OLISTICO (ma come vedremo sono gli stessi principi mentali che è necessario apprendere per diventare RICERCATORI SERI in qualsiasi campo).
 
L'attività del RICERCATORE si divide in due parti fondamentali: Una prima parte è costituita dallo studiare la particolare materia oggetto del TUO personale interesse.
Nel caso di MATERIE OLISTICHE (dal greco OLÒS =TOTALITÀ), devi mettere insieme materie mediche, psicologiche, meditative, nutrizionistiche, psico-motorie.
Una seconda parte, secondo me fondamentale, è costituita dallo studiare quello che viene chiamato APPROCCIO COGNITIVO.

C: <<Ciao Carla, come stai? Ti vedo un pò giù di morale>>
S: <<Ciao Sara, guarda non chiedermelo, è un periodo molto brutto per me, con mio marito stiamo attraversando un periodo di crisi, sembra che non mi capisca e quando torna dal lavoro è sempre nervoso>>
C: <<Può capitare a tutti, anche io ne ho passate>>
S: <<Mai come sta succedendo a me, anzi, mi sembra che tutte le altre coppie non vivano i problemi che sto vivendo io, te lo assicuro!>>
C: <<Riesci a parlarne con tuo marito? Sicuramente se affrontaste il discorso serenamente potreste riuscire a ritrovare quell'intesa...>>
S: <<Seee, sei matta? Appena provo a toccare l'argomento va su tutte le furie! Comincia a parlarmi addosso e poi chiude la porta e se ne va...oppure si chiude nel suo studio e non vuole sentire ragioni, ha un caratteraccio!>>
C: <<Forse dovreste pensare a risanare tempestivamente questo rapporto, altrimenti la vedo brutta! Considera seriamente l'idea di andare da un Mental Coach...ci hai pensato? A me un Mental Coach anni fà mi ha aiutato tantissimo! Se vuoi ti dò il numero...>>

seguire come pecore
Nell'articolo che ho pubblicato il 3 Settembre 2014, dal titolo: "IL SENSO DI TRASCENDENZA: SENTIRE DI AVERE UNO SCOPO NELLA VITA", ho voluto iniziare, insieme a te, un PERCORSO interessante che ha permesso a molti lettori di compiere un vero e proprio START di CONSAPEVOLEZZA INTERIORE.
In quella sede ti ho fatto notare come si possa compiere quel salto interiore che fa da spartiacque fra tutte quelle persone che "sopravvivono" alla vita e quelle "altre" persone che invece si accorgono che la propria vita è un magnifico percorso di continuo Miglioramento Personale. :-)
Se hai letto quell'articolo hai sicuramente compreso che alcune persone avvertono dall'interno di loro stesse una SENSAZIONE DI ESSERE PARTE DI UNO SCHEMA SUPERIORE...per il solo fatto che si accorgono finalmente di "E-SISTERE".
Se non hai ancora letto quell'articolo, beh, ti consiglio vivamente di andare subito a leggerlo, sarà per te veramente illuminante! LEGGILO ORA A QUESTO LINK.

psicologia e linguistica
<<Il linguaggio, questa invenzione squisitamente umana, può consentire quello che, in linea di principio, non dovrebbe essere possibile. Può permettere a tutti noi – perfino a chi è cieco dalla nascita – di vedere con gli occhi di un altro.>>
Oliver Sacks
 
 
 
Riprendiamo esattamente da dove ci eravamo fermati la settimana scorsa :-)
Parliamo di PSICOLINGUISTICA cioè il modo in cui INCONSCIAMENTE diamo priorità a determinati concetti e utilizziamo determinate parole come conseguenza dei nostri SISTEMI RAPPRESENTAZIONALI primari.
 
La settimana scorsa ti ho parlato degli importantissimi studi effettuati da Richard Bandler insieme al suo collega John Grinder, effettuati durante le sedute di psicoterapia della famosa psicoterapeuta della famiglia Virginia Satir.
Ti ho spiegato che OGNI RAPPRESENTAZIONE MENTALE CHE SI FORMA NELLA TUA MENTE, POSSIEDE DEGLI ASPETTI SENSORIALI CHE DIPENDONO DAI TUOI SISTEMI RAPPRESENTAZIONALI PRIMARI.
Così allo stesso modo quando parli, tendi ad utilizzare termini e vocaboli (predicati), che raccontano il canale sensoriale che privilegi.

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